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L'espace d'un matin

Anni e anni passati a incontrarsi decine di volte il giorno. Che strani quelli incontri.
In realtà erano stati, da sempre, brevissimi, con la possibilità di darsi solo un cenno istintivo di saluto.
Eppure uno si specchiava nell'altra, forse intuiva qualcosa l'uno dell'altra ma... l'incontro era finito.
A volte capitava che, per il loro lavoro, si fermassero a conversare per qualche momento, ma poi, il tempo era troppo breve per raccontarsi, dirsi qualcosa che non fosse banale, standard, e che non andasse oltre quella simpatica interazione di pochi attimi.
Poi a dire il vero succedeva anche raramente, mentre gli incontri di un momento erano a decine durante la giornata: lavoravano nello stesso posto.


Alla sera, ognuno tornava alla sua casa, sotto il suo tetto, pensando a quelli incontri ed a volte capitava, per lavoro, che si scambiassero le residenze; anzi si può proprio dire che ognuno non ne avesse una propria ed anche le cose che si trovavano intorno, alla sera, fossero le stesse sotto entrambi i tetti, che erano anche vicini.


Ma dopo la notte, torna il giorno e gli incontri riprendono.
Ecco! Arriva il loro capo. Ogni giorno diverso.


Partono le due vetture della funicolare.




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Opera scritta il 21/07/2015 - 14:41
Da Glauco Ballantini
Letta n.976 volte.
Voto:
su 35 votanti


Commenti


Due soggetti nel loro incontrarsi quotidiano. Poi si scopre, alla fine, che si tratta di due oggetti. Originale raccontino con rivelazione finale.

Giuseppe Novellino 22/07/2015 - 12:35

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Originale racconto... Glauco, protagoniste due vetture...Serena giornata

Anna Rossi 22/07/2015 - 05:42

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