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Il principe dannato

Il principe dannato


Ho deciso
di fare il mendicante
mani aperte che aspettano un passante.


Chiedo scusa
per l'aria trascurata
ero il principe
di tutta la borgata.


Vestivo bene
in capo un gran cappello
nella mano a fare ombra
un grosso anello.


Era il simbolo
dell'alto mio casato
tutti in fila
come fossi anch'io Pilato.


Sentenziavo
giudicando l'altra gente
osservavo con un'aria
indifferente.


Il potere
avevo tra le mani
apparivo il sovrano
dei marziani.


Nel vedere
nell'altro sofferenza
mi fregiavo
e sputavo la sentenza.


Ti condanno
alla pena capitale
gli occhi al mondo
una vecchia cattedrale.


Ci passavo
di rado la mattina
con il fare superbo
da regina.


Ma qualcosa
mi ha toccato nella voce
ha tagliato il mio vestito
e la sua pace.


La condanna
al silenzio delle strade
a sentire sottovoce
le risate.


In un angolo
presento il mio cappello
del principe dannato
senza anello.




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Opera scritta il 06/09/2015 - 12:20
Da giuseppe bonanno
Letta n.1411 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Efficace e profonda la tua poesia, complimenti! Buona serata,

Chiara B. 07/09/2015 - 18:36

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Profonda e da riflessione. I miei complimenti.

Anna Rossi 06/09/2015 - 18:56

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Giusta osservazione in risalto il risvolto della vita.Quello che dovrebbero capire tutti.

carmine Capasso 06/09/2015 - 17:34

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