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L'odore buono del pane...

“No!, no! e poi no!”
“Ma mamma?!”
“Quante volte te lo devo ripetere ancora?...non devi mettere piede in quel luogo… e soprattutto non devi avere nessun contatto con lei!”
“Ma?, potrebbe essere la nostra unica, e forse ultima volta”
“Zitta! Non ne voglio più discutere, e mettitelo bene in testa…cosa fai?, non oserei uscire da quella porta, se fossi in te!”
Nina, apri la porta di casa, incurante delle grida della madre. Scese di corsa le rampe di scale, per paura che le gridasse ancora dietro, uscendo dal portone lasciò che l’aria frizzante del mattino le entrasse dentro. Respirò profondamente lasciandosi inebriare da quel profumo che amava tanto… l’odore buono del pane appena sfornato.La panetteria si trovava appena di fronte al suo portone, decise di entrare, non era ancora l’ora di apertura e bussò con le nocche alla porta a vetri del panettiere. Il signor Filippo la vide da dietro il bancone e subito le andò incontro. Conosceva Nina sin da quando piccolina, entrava ogni mattina di corsa precedendo il padre e con la sua piccola manina festosa lo salutava, subito indicava le brioche appena sfornate, era quella la sua colazione. Apriva il sacchetto che il Signor Filippo le porgeva, e ne assaporava l’aroma e con la sua vocina squillante diceva” uhm che buon odore Filippo sarà buonissimissima! ”. Nina era così bella, i riccioli biondi ed inanellati le incorniciavano il visetto, aveva sempre un cerchietto che le fermava i ricci ribelli, ma questi riuscivano a sfuggire lo stesso, scendendo sulla fronte e coprendo solo in parte i due occhioni verde muschio. La vocina argentina, dolce ed affettuosa della bambina, costituiva una vera gioia per il panettiere. Quel piccolo rituale gli faceva sembrare che il giorno diventasse più bello e si rivestisse d’arcobaleno. Erano passati tanti anni, ed aveva visto crescere Nina giorno dopo giorno, ora era una signorinetta di sedici anni, ma non aveva perso la sua innata dolcezza, nonostante il dolore della separazione dei genitori l’avesse fatta soffrire tanto. Era legatissima al padre e quando questi si era allontanato dalla famiglia, ne aveva sofferto così tanto che per settimane si era chiusa in un silenzio ostinato e si era rifiutata di mangiare. Il signor Filippo le faceva avere sempre delle brioche calde al mattino e dopo un paio di giorni Nina aveva cominciato a sbocconcellare solo quelle e poi pian piano con la scusa di farle assaggiare qualche nuova ricetta era riuscito a convincerla a tornare ad una vita più normale. Filippo la considerava come fosse sua figlia, quella bambina che l’amaro destino gli aveva portato via insieme alla moglie in un incidente stradale, quando aveva appena tre anni. Nina, entrò nel piccolo negozio i banconi erano pieni di tante bontà ma lei comprò solo le brioche e delle sfogliatelle che sapeva piacevano a suo padre. Filippo le chiese” Nina dove corri così di fretta, non mangi la tua brioche? Ne ho preparata qualcuna al pistacchio, vuoi assaggiarla?” –
“ No, Filippo, oggi non posso devo correre a casa di mio padre, oggi mio padre parte e forse è l’ultimo giorno che lo vedrò. Parte per un paese lontano, ci sarà anche quella donna con lui… partono insieme, vanno ad abitare a Bucarest, e non tornerà più. Mamma non voleva che andassi, ma come faccio, Filippo forse non lo vedrò più ..mamma non vuole capire, ha sofferto tanto, povera mamma mia… ma papà ha bisogno di me, non posso, non posso ubbidire… devo andare vero Filippo? Tu mi capisci, mi hai sempre capita tu… ha bisogno di sapere che lo perdono, anche se quella donna ci ha fatto del male… Sai, non mi sento più legata a lui… è passato tanto tempo da quando è andato via,e non provo più lo stesso affetto è come sbiadito, ma lui rimane il mio papà!” Filippo commosso, la strinse forte e le asciugò le lacrime.” Vai Nina, fai bene, il tuo papà ha bisogno di te, parlerò io con la tua mamma, le spiegherò, è una brava donna capirà… ma corri svelta sennò farai tardi! ” Filippo aveva appena finito di parlare, che Nina uscì di corsa dal negozio, la vide camminare veloce lungo il marciapiede con i capelli al vento, stretta nel suo cappotto blu, com'era cresciuta, aveva imparato a saper prendere le sue decisioni a sapere lottare per ciò che riteneva giusto… un cuore generoso e comprensivo. Era diventata grande, il dolore l’aveva forgiata ma non aveva deturpato il suo cuore puro. Quante volte era andata da lui a confidargli le sue pene, a chiedergli consigli ad aiutarlo a fare il pane e quanto avevano riso con i visi sporchi di farina. Era ancora presto per aprire, chiuse la porta e telefonò: “ Virginia, posso salire, vorrei parlarti un momento, il tempo di un caffè, ho visto la nostra Nina, è andata a casa di Federico è andata a salutare un padre che non è il suo… credo sia giunto il momento di dirle la verità … è abbastanza grande e capirà, non riesco più a nasconderle che sono io suo padre, ho aspettato come hai voluto tu, ma non riesco più a guardarla negli occhi senza mentirle. “ Virginia, all'altro capo del telefono rispose:” Sali, hai ragione è giunto il tempo della verità!Vedremo insieme come dirglielo senza farla soffrire troppo.”
Filippo tirò un sospiro di sollievo e suonò il campanello, forse sarebbe stata l’ultima volta come amico, forse un nuovo inizio poteva ancora esserci nella sua vita non come amico, ma come papà della sua amata figlia!



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Opera scritta il 27/02/2016 - 12:48
Da Carla Davì
Letta n.1385 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Ciao Carla.intanto ti ringrazio del gradito commento alla mia poesia preghiera.é la prima volta che ci sentiamo.sono andato a leggere il tuo racconto meritatamente premiato e devo dire che mi ha emozionato,primo per la storia bellessima e poi perché è scritto veramente bene.complimenti.anch'io ogni ta to scrivo qualche racconto ma mi piacciono di più le poesie.sul sito troverai dei miei racconti e se avrsi la bontà di leggerli mi farai piacere anche perché parlano di eventi che dovrebbero piacer

antonio girardi 07/04/2016 - 13:09

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Complimenti Carla un primo posto tutto meritato... ti abbraccio..ciao.

Maria Cimino 07/03/2016 - 23:52

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Voglio ringraziare ancora tutti voi,carissimi e talentuosi autori per i vostri commenti, per l'affetto dimostratomi ma anche per aver gioito per questo riconoscimento. Solo animi sensibili e generosi, quali i vostri,possono compiacersi delle altrui vittorie! Ogni commento mi ha suscitato commozione e gioia, non vi nascondo che qualche lacrima è scesa giù... sarò rimasta ancora un po' bambina,ma ne gioisce il cuore per si,tanto affetto ... Grazie a tutti ...ma proprio tutti!!!

Carla Davì 07/03/2016 - 21:11

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Me lo sentivo Carla che avrebbe vinto il tuo racconto mi è subito piaciuto.
Congratulazioni!!!!
Buona serata cara amica di penna

Milly Barattieri 07/03/2016 - 20:02

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Complimenti Carla per il riconoscimento mensile!! Ci hai regalato un racconto umano, toccante e autentico!! Buona serata,

Chiara B. 07/03/2016 - 18:16

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Congratulazioni Carla per il meritassimo premio Un abbraccio

margherita pisano 07/03/2016 - 15:10

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Caspita che bel racconto che mi ero persa! Meno male ha avuto il giustissimo riconoscimento così da poterlo ammirare, nonostante il ritardo.
Complimenti!

Millina Spina 07/03/2016 - 11:42

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Dalle nostre parti quelli come me li chiamano stronzi, tale sono stato a perdermi questo racconto ritrovato grazie alla premiazione. Sarò stato assente in quel periodo, ma non voglio cercare scusanti, sono imperdonabile. Hai raggiunto l'apice della fantasia toccando i cuori di ogni lettore, anche quello più smaliziato come credo d'essere. Evviva.

salvo bonafè 07/03/2016 - 11:04

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Complimenti cara amica Carla, sono tanto felice per te!!!!
Un abbraccio
Nadia

Nadia Sonzini 07/03/2016 - 09:33

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Il mio compiacermi per la tua vittoria mensile riportata con merito. Lieta settimana.

Rocco Michele LETTINI 07/03/2016 - 09:24

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Complimenti Carla!

Francesco Gentile 07/03/2016 - 08:48

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Commossa, ringrazio la Redazione e gli autori tutti, per l'inaspettato e gradito riconoscimento...

Carla Davì 07/03/2016 - 00:45

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Bel racconto, intrecci di sentimenti e umanità! L'ho letto con tanto piacere!

Daniela Zarriello 01/03/2016 - 14:21

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Francesco, grazie per le tue parole di consenso a questo mio racconto, sono contenta di sapere che l'hai apprezzato un abbraccio

Carla Davì 28/02/2016 - 15:59

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Milly cara, le lacrime scendono dal viso,quando il cuore è buono e sensibile... ed attraverso i tuoi scritti un po' lo intravedo questo tuo cuore pieno di amore e dolcezza...grazie per aver apprezzato meritevole questo mio racconto..un abbraccio forte forte

Carla Davì 28/02/2016 - 15:53

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Margherita,pochi come te, sanno parlare di dolcezza e affetti di bei sentimenti che dimorano nel cuore,ti ringrazio per avermi dedicato un pò del tuo tempo ed esserti soffermata a leggermi... un bacio spero anche per te sia una Domenica all'insegna della serenità

Carla Davì 28/02/2016 - 15:49

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Cara Nadia,non è il mio racconto ad esser bello è il tuo commento che lo arricchisce e gli da valore ... grazie per le tue belle parole. Un abbraccio ed un sorriso

Carla Davì 28/02/2016 - 15:46

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Una bella narrazione. Mi piace molto la caratterizzazione dei personaggi, la scorrevolezza, e il bel finale molto originale.. che offre una bella visione d'insieme del racconto.. Molto bello

Francesco Gentile 28/02/2016 - 11:44

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Cara Carla il tuo racconto merita ***** hai fatto scendere una lacrima sul mio viso hai fatto arrivare alle mie narici il profumo del pane appena sfornato e il dolce delle brioche mi ha fatto venire l'acquolina in bocca.
Una bimba con due papà che la amano ma chissà se capirà!
Buona domenica!

Milly Barattieri 28/02/2016 - 11:34

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Ciao Carla il tuo racconto mi è piaciuto molto, scorrono emozioni pure e amore, intrecci familiari di suspense nel finale...e la dolce Nina non avrà solo un padre ma due! Bellissimo come l'odore buono del pane, che quando arriva alle narici il suo profumo riempie il cuore di Casa! Un abbraccio con affetto...Complimenti Buona Domenica

margherita pisano 27/02/2016 - 21:22

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Bellissimo racconto incentrato sui sentimenti, scritto con stile scorrevole e con tono frizzante.
Fanno da padrona le intricate vicissitudini affettive di una famiglia moderna. Un papà assente ed uno inaspettato incredibilmente umano,che da amico diventerà padre in un finale a sorpresa
Mi complimento cara amica Carla per la grande sensibilità che ti permette di
analizzare in modo molto delicato le problematiche e dinamiche familiari che caratterizzano questo nostro caleidoscopico mondo

Un abbraccio
Nadia
5*

Nadia Sonzini 27/02/2016 - 17:05

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