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Legenda
= Poesia
= Racconto
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= Scrittura Creativa


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Assenza

Ho riflettuto a lungo e ho dato liberta' a un dolore che mai si esaurira' nella propagazione.


Vi coinvolgera' e sara' meschino e insolente, avra' la natura dello stesso male di cui s'e' nutrito il mio silenzio. Non credo potrebbero esistere, fra le vive creature, talento e intelligenza capaci di dar voce, grida e personalitą al senso esasperante della mia giustizia. Ma giustizia dovra' essere fatta e sara' implacabile, sara' oscena e vergognosa; Essa sara' l'angoscia del nulla, la febbre dei giganti, e solo questa mia mano, badate, puo' darle la vita, e solo quest'altra, badate ancor meglio, saprebbe riprendersela!


Non ho cuore né sangue; a lungo ho camminato su strade bianche e desolate, e ogni cielo era ghiaccio, ogni orma risuonava lontana e sorda nel chiarore dell'abbandono, della marcia forzata.


So assassinare i sentimenti, io, nell'oscurita' delle viscere, e nel palato dei falsi eroi mi contorco con la spietatezza di un verme, come chiodo di ruggine che sale adagio; poiche' strisciare e' la mia vocazione e, nel sottosuolo, come carcassa sfatta, mi decomporro' in risate folli - Per voi, uomini incompiuti e d'infedele aspetto.


Saro' ombra sulla carta; il vento si lamentera' di me nel pianto soffuso della sera e la notte, avida di sogni e tormenti, vi salira' alle vertebre con dita ghiacciate.
Non vi sara' al mondo recipiente che dall'oblio mi salvi la voce, sbiadira' la vita dal colore delle cose, e al suonare della prima neve discendera' rauca, dalle cime piu' tristi, la musica di una gloria irrisoria : il suono acuto d'archi e cori peccaminosi che rievochera' le mie sentenze, il mio sigillo maledetto, le mie parole che fumano e svaporano nell'ampiezza di un cielo sulfureo..


Fra le polveri di chi fui, stanerete, scavando, il magro aborto della mia innocenza, e tutt'intorno la scomparsa di un uomo fara' da scenario all'inesorabile consolidarsi della piu' dignitosa delle verita'!


Pace per un'anima irrequieta, che nel camminar distante ha preso come unico amico il suo primo testimone : l'assenza.




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Opera scritta il 11/04/2016 - 16:50
Da Ian Vespertino
Letta n.2156 volte.
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Commenti


Un po' ermetico, ma lascia intravedere una certa profonditą di pensiero. Alcune imperfezioni di punteggiatura, rendono qua e lą poco fluido il discorso.

Giuseppe Novellino 13/04/2016 - 18:28

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Racconto, a mio parere, troppo artefatto, poco spontaneo.

Vincent Corbo 13/04/2016 - 14:37

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Ciao! :)
Complimenti per questo tuo racconto. Č profondo ed introspettivo, angosciante e perdutamente sofferto. Inoltre č scritto davvero bene, con periodi lunghi ma senza sbavature. Molto interessante il titolo ed i vari temi toccati da quest'anima inquieta.

Rossella Carmignano 12/04/2016 - 20:09

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Questa č la 123esima lettura e non c'č un commento. Chissą se l'autore si chiede il motivo di questo fatto strano. Io me lo chiederei. La risposta penso di averla, ovviamente potrei sbagliarmi. Una cosa č certa: č ben scritto e con proprietą di linguaggio, sintassi e punteggiatura. Un saluto.

Domenico Zuanon 12/04/2016 - 13:33

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