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MANGIO NUVOLE

Passi svelti sulla sabbia degli eventi
lascio impronte di rabbia e nebbia.


Il destino ti ricalca la forma ma è gia passato, superato dal cammino deviato, che è la norma del vissuto.


Mangio Nuvole da troppo tempo
per non avere il temporale dentro.
E bevo neve sciolta dal vento freddo delle distanze, gelidi pensieri a nord della mia anima.


Fermarsi e guardarsi da nuove angolature.
Non sembro io, ne il volto che vedo ne il mio.


La febbre del domani sentita dalle mani
sulle tempie della storia delle decisioni prese,
delle occasioni perse per se e per sempre.


Ma proseguo il Viaggio con forza, lungo lo spazio che curva e non ha memoria, dove ora e mai coincidono, dove anche la fine si trasforma in speranza.


Lo percorro spinto dal senso del dovere
e trovo al termine di ogni corsa
un'altra domanda di cui non ho risposta.




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Opera scritta il 01/01/2017 - 19:52
Da jackson five
Letta n.1799 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Grazie Marina per il tuo commento.

jackson five 04/01/2017 - 17:53

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Vivere costa fatica(questa frase è di una bellissima canzone l'isola verde),siamo in tanti arrabbiati e pieni di domande(magari perche non ci acvontentiamo e cerchiamo).siamo quelli dei percorsi difficili,mi ritrovo nella tua intensa poesia cosi tesa verso il futuro,bravissimo.

Marina Lolli 04/01/2017 - 14:46

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Proprio cosi MMM

jackson five 03/01/2017 - 11:04

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Piovono parole piene di vita, da questo temporale.
Le stelle si nascondono, ma ci sono.

MARIA MADDALENA MERISI 03/01/2017 - 11:00

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Grazie Sabry.

jackson five 02/01/2017 - 18:08

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Anche io ogni tanto mangio nuvole.Bella

Sabry L. 02/01/2017 - 15:35

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Grazie Azzurra. Azzurra è il nome giusto? Se così è, molto bello. Ciao

jackson five 02/01/2017 - 11:46

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speranza
senso del dovere
domande
fanno parte della vita
lasciamo impronte...chissà
ma viviamo, adesso viviamo
molto bella

laisa azzurra 02/01/2017 - 11:25

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Grazie davvero.
@Paolo, finisce con l'infinito e indefinito, quindi non finisce realmente È un flusso continuo con in mezzo le nostre puccole grandi domande.

jackson five 02/01/2017 - 09:17

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Complimenti mi unisco al commento di Paolo Pedinotti, mi sono ritrovata in ogni tuo verso...il guardarsi e non ritrovarsi più, sentirsi smarriti e svuotati da tutto ciò che può emozionare. Avere la sensazione di non vivere veramente...Ciao e che l'anno nuovo ti porti veramente novità.

Anna Rossi 02/01/2017 - 05:30

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Componimento in forma libera. Liberissima. Molti elementi naturali presi dal cielo all'inizio accompagnano l'azione per poi essere abbandonati per una più libera introspettiva dell'animo sul finire. Mi sarebbe piaciuta se fosse proseguita per insenature, precipitando in fiordi, accarezzando abeti o disperdendosi in lande desolate. Sarebbe riuscita alla perfezione la corrispondenza dell'animo umano con l'anima di ciò che ci sovrasta e non smetterà mai (si spera) di farlo: la Natura!

Massimo 17 02/01/2017 - 00:38

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Mi ci ritrovo...
Cavoli... e sensazione strana ritrovarsi in parole di altri....
Bellissima.
Grazie per ciò che hai scritto.
Fa sentire meno soli

Paolo Pedinotti 01/01/2017 - 23:54

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