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dietro le quinte

Era stata bella un tempo.
Temperamento altero e fisico aggraziato,sembrava camminare sull'acqua, quando si muoveva.Era una deformazione professionale, ma non sapeva avanzare, senza poggiare a terra per prima la punta del piede... perciò sembrava che il suo andamento fosse una danza.
Il capo eretto, il collo teso, sembrava un cigno fuoriuscito dal lago, per distribuire la sua grazia tutt'intorno.
Era stata anche brava, un tempo.
Certo, le sarebbe piaciuto avere la professionalità di Liliana Così, Carla Fracci...Ma che pensare? Era solo una brava ballerina, conosciuta nei teatri di Lecce, Bari, Taranto...
No, non era mai uscita fuori dalla sua Puglia... Eppure aveva la stoffa per sfondare, ma avrebbe dovuto piegarsi a compromessi, che rifiutava...
La danza era la sua passione e il teatro la sua malattia!
Le piaceva il clima d'attesa, l'emozione per una prima, il brusio del pubblico...le piacevano le ovazioni a spettacolo terminato...
Tutto questo costituiva la sua vita, che scorreva serena, senza troppi scossoni, finché... Finché incontrò lui.
Un dio greco, bello, moro, occhi verdi impenetrabili, che diventavano di ghiaccio ogni qualvolta era adirato...Ma era dolce, romantico, con quella marcia in più che affascina.
Elisa di innamorò perdutamente e fu travolta nel vortice della passione.
Aveva scoperto un nuovo mondo...
Pensava che la cosa più importante fosse interpretare "La morte del cigno" , "Giselle, Giulietta...fosse emulare Liliana Cosi e sentirsi appagata dal successo.
No...il successo non era tutto...Aveva scoperto l'amore,quello totale, incondizionato...
La passione la travolse e la felicità fu immensa, quando scoprì di aspettare un bambino.
Lavoravano per mettere in scena " La morte del cigno ". Il suo tutù era bellissimo, ornato da mille piume candide; una coroncina di piume le avrebbe ornato il capo e le scarpette bianche erano lì, in quella scatola rosa...
La prevendita dei biglietti era andata bene: avevano il "tutto esaurito"!
Il teatro, poco alla volta, si riempì di gente; il brusio era diventato un rumore assordante e tutto il pubblico voleva che si alzasse il sipario ed iniziasse lo spettacolo.
Silvio non si era visto...eppure era sempre puntuale..
Elisa aspettava di vederlo entrare con la sua grazia, con la sua musicalità, con i suoi occhi verdi, che le trasmettevano sicurezza e amore.
Ormai dovevano andare in scena...non avrebbe danzato con lui. Il secondo ballerino prese il suo posto ed il sipario si alzò.
Fu un successo. Il pubblico in piedi applaudiva quel cigno ferito, che si accasciava al suolo, ma nessuno vide le sue lacrime.
Silvio aveva perso la vita in un incidente stradale, mentre cercava di raggiungere il teatro.
Elisa fu avvisata poco prima dell'ultimo atto e la morte fittizia del cigno, divenne la morte del suo cuore.
Elisa prese la scatola rosa delle scarpette, la strinse al cuore ed accarezzò teneramente i riccioli neri di suo figlio. Adesso c'era lui nella sua vita , a ricordarle un amore infinito.



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Opera scritta il 28/01/2017 - 16:29
Da Teresa Peluso
Letta n.1687 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Nel momento in cui la gioia si realizza con l'amore e con l'ambito successo specularmente la vita riserva anche il dolore come interfaccia del nostro esistere. Una bella storia raccontata con sapiente bravura. Complimenti.

Francesco Scolaro 30/01/2017 - 10:16

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5* stelle per un racconto emozionante, coinvolgente e romantico. Triste, ma comunque bellissimo.

Marirosa Tomaselli 29/01/2017 - 17:16

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Un adorabile racconto sequelato eccezionalmente...
Lieta Domenica Teresa.
*****

Rocco Michele LETTINI 29/01/2017 - 12:40

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Bellissima Teresa...anche se tristissima

laisa azzurra 28/01/2017 - 21:49

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Molto bella e molto triste.

Giulia Bellucci 28/01/2017 - 21:13

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Racconto che parte con grandi speranze e termina con un grande dolore! La vita vera che diventa finzione e viceversa il teatro che diventa vita vera.

Patrizia Bortolini 28/01/2017 - 19:09

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molto bella in un finale un po tragico 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 28/01/2017 - 18:36

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