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Mima

Meno che corpo,
dalla bara lontana:
-è Mima, è Mima!-
della vendetta sovrana.
Ricorda, senza tristezza,
un mondo distante
che le voltò le spalle;
tiene ancora, magari orgogliosa,
il riflesso appuntito
che la fece appassire.
Non esiste il perdono,
è sparito il cuore,
il dipartire ingiusto
è un sigillo d’amore.
Nemmeno fantasma,
ma puro spirito:
è un’ombra nitida
su sfondo cremisi.



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Opera scritta il 23/10/2017 - 01:24
Da Jacopo Frati
Letta n.1311 volte.
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