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Ode al primo cittadino
che al suo popolo è vicino
si comporta da sovrano
con il cellulare in mano
mai non perde l'occasione
d'attirare l'attenzione
urla sbraita e si dimena
lo sproloquio è qui di scena
ad insultar non ha ritegno
tanto lui non paga pegno
non risparmia neanche i santi
li bestemmia tutti quanti
non è certo un gran bel clima
niente più è come prima
son continui temporali
scrosci che non hanno uguali
ma è già pronta la battaglia
per far fuori la canaglia
non eserciti a schierare
ma epitaffi sempre uguali
non saranno sangue e onore
a decretare il vincitore
un foglio e una matita ti faran cambiar vita



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Opera scritta il 15/02/2018 - 18:54
Da Carlo vallese
Letta n.1401 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


La poesia in rima, che delizia
a pensarci bene mi propizia..A dirti bravo. 5 stelle.

Anton Reiken 15/02/2018 - 23:52

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