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Affiora dai vetri di una vecchia Volvo

In questo pomeriggio festivo senza ansia, una sigaretta
a metà, col tempo che non mette bene… penso a lei che non è che un ricordo.
Anche allora il sole come me non era al suo posto. Ho memoria delle nuvole, finestre a solatio, che nonostante credo fosse gennaio, per quanto possibile lasciavano che quello assicurasse ricordanza del suo calore.
E ho impronta che in quei giorni di cambiamenti il sole fosse tra quelli a favore delle trentacinque ore. Così come l’azienda dei telefoni, alla quale chiesi un numero di cellulare. Mi risposero che serviva almeno un indirizzo. Inaudito, la luna dove volete possa abitare!?!
Da allora non riesco più a credere agli occhi di una donna e alle parole che siedono sulle sue labbra. Quando si fa notte e ci guardiamo, se potessimo parlare la luna forse mi laverebbe un po’ di rabbia.
Gran parte del paese era dentro le proprie case, e a trovare parcheggio si faceva fatica.
In quella strada capii che era domenica dalla radio che trasmetteva la partita. Che fosse sera lo appresi
dal buon Nando accanto al menù “Spaghetti alla puttanesca per cena”. Sulla porta per una mezza sigaretta, coi baffi fatti di sugo, il cucchiaio di legno, e un coperchio.
Con gli occhi bagnati non riuscivo a vedere la lancetta, come la mia voglia di vivere così piccola, alla sinistra del cerchio.
Non so cosa ci facesse il mio più caro amico in auto con lei, e lei con quel vestito… col mio odore. Compiva diciotto anni solo trentacinque ore prima, e l’aveva indosso. Quella sera… e mi affiora un pensiero d’amore.



P.S. A colei che spezzandomi il cuore in gioventù (Mille
e non più mille!) ha permesso ai cocci di inondarmi
di poetiche parole




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Opera scritta il 27/04/2019 - 21:19
Da Mirko D. Mastro
Letta n.1304 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Grazie a tutti. Davvero

Mastro Poeta 29/04/2019 - 16:14

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Veramente ben scritto bravissimo

Barbara Lai 29/04/2019 - 16:09

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Non mi dire nulla, ma a me, oltre che il racconto piace tanto il P.S. con i cocci che inondano....Si

Ernesto D'Onise 28/04/2019 - 18:09

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Tanto si scrive su un cuore spezzato...
questo è da ricordare Mastro...
Una scrittura bella per un ricordo ancora molto vivo...

Grazia Giuliani 28/04/2019 - 16:02

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Bravo, molto bello e ben scritto

Maria Isabel Mendez 28/04/2019 - 14:41

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Colei che fece appena 18 anni e doveva regalarti il mondo, anima, cuore e corpo, beh in quest'ultimo caso... sotto il vestito niente, dentro di te invece un enorme "recipiente" di cocci.
Questo componimento ha quel rievocare, che fa male, come i tagli dei pezzi frantumati, ricordi, sequenze, e lo sfogare nei confronti della luna, non proprio complice. O forse sì.
Anch'io sto partecipando con la scrittura creativa mensile con "Ripped up"
Se ti va, fammi sapere cosa ne pensi, desidero un parere.

Giuseppe Scilipoti 28/04/2019 - 14:14

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Galeotto fu quella Volvo, non dimentico, non ti assolvo e non dissolvo. A mio avviso più o meno son queste sono le parole che fondamentalmente hanno rappresentato un apripista per la tua poetica scrittura, del resto si diventa poeti levigati con i patemi esistenziali soprattutto con le delusioni sentimentali.
Mi piace la "chiusa" del racconto, dimostrando che in prosa hai rappresentato una adeguata dose di prosa in poesia o poesia in prosa.

Giuseppe Scilipoti 28/04/2019 - 14:10

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Mastro,
Credo che il tuo più bel dono, sia la scrittura e nn credo di esagerare se ti invito a scrivere, più che la poesia, le pagine di un diario per farne poi, un vero e proprio romanzo...
Incantata, davvero

laisa azzurra 28/04/2019 - 09:53

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