Tu generoso dai la vita !
Tu spietato uccidi!
Onda che percuoti instancabile la roccia
emetti flutti salmastri,inebriando laria.
Viluppi dalghe, fulvide scintille di vita,
percorrono nei moti lenti,
lindolente viaggio per sposare la riva,
piena di conchiglie, granchi e testuggini morte.
Tu che tuoni con il tuo attrito robusto,
plasmi le creste bianche e le gole nere.
Tu che batti continuamente la riva
e spiani le rocce, svelando vite obliate.
I giorni scorrono e gli anni e i secoli in fila,
di un passato ormai spento.
Tutto rifulse allora come ora.
Tu spietato uccidi!
Onda che percuoti instancabile la roccia
emetti flutti salmastri,inebriando laria.
Viluppi dalghe, fulvide scintille di vita,
percorrono nei moti lenti,
lindolente viaggio per sposare la riva,
piena di conchiglie, granchi e testuggini morte.
Tu che tuoni con il tuo attrito robusto,
plasmi le creste bianche e le gole nere.
Tu che batti continuamente la riva
e spiani le rocce, svelando vite obliate.
I giorni scorrono e gli anni e i secoli in fila,
di un passato ormai spento.
Tutto rifulse allora come ora.
Opera scritta il 04/07/2014 - 06:48Letta n.1308 volte.
Voto: | su 4 votanti |
Commenti
Il mare come metafora e come testimone di vita... Eloquente sequela Tiziana.
Rocco Michele LETTINI
05/07/2014 - 06:24 --------------------------------------
Il mare col suo mistero, apparentemente immutabile, ma sempre vivo, testimone di realtą trascorse, forse sconosciute all'uomo stesso. Molto bella!
Salvatore Linguanti
04/07/2014 - 20:50 --------------------------------------
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