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Adoro il caffè!

Non sono una gelosa ossessiva che quando vede che l’ occhio di suo marito cade sul sedere ondeggiante di alcune ragazze si mette a fare una scenata, certo che no.
Non sono nemmeno tipa da invidie femminili. In fondo se mi ha scelto tra tante a lui piacerò, perché andare a vedere quanto le altre sono più belle di me? Sarebbe sciocco.
Sono orgogliosa di essere ciò che sono, pure a me piace guardare un bell’ uomo.
Il giorno che mi sono messa la fede al dito, sapevo che mio marito sarebbe stato a contatto con molte donne, facendo il medico è inevitabile. Sapevo che quando il telefono suonava quasi sempre era una paziente dall’ altra parte: un ginecologo non poteva che conoscere e visitare di continuo donne. E che avrei dovuto fare, spaccarmi la testa con la gelosia? NO. Ho continuato la mia vita di sempre anche dopo sposata: segretaria nell’azienda di mio padre, e qualche hobby. Una volta tornata a casa e mi dedicavo a mio marito: un uomo fantastico che mai nulla mi aveva fatto mancare. Tutto andava per il meglio, fin quando di colpo un giorno cominciò ad essere strano. Strano? Come chiamare un uomo che non ha voglia di sesso? Strano!
Si va bene, diciamo stanco.
Era l’ uomo di sempre: sorridente e gentile. Ma il sesso? Sparito.
Mi scuseranno mia madre e mia suocera se quando dicevano di quanto bravo fosse mio marito mi facevo scappare qualche particolare espressione. Mi guardavano con quello sguardo critico, ma potevo forse dire loro che non avevo più un uomo a letto?
Bastarono solo pochi giorni in questa sofferente situazione per farmi diventare un po’ dubbiosa. Mi risuonavano in testa le parole di Diana, la mia amica di sempre. Lei diceva che quando diventava cornuta se ne accorgeva subito perché, anche se il suo partner si credeva di metterci lo stesso trasporto di sempre, a letto le cose erano diverse: “ Ci sono sempre dei piccolissimi cambiamenti che mi fanno capire”. Bene, e allora io che ero all’astinenza completa che dovevo pensare?
Incominciai a fare ciò che mai avrei pensato: delle visite a sorpresa al mio caro marito. Lo so, non è cosa intelligente, ma alle mie domande lui non rispondeva, ed io dovevo sapere perché non voleva più cibarsi del mio corpo. In fondo ero o non ero sua moglie?
Cosa scoprìì dalle mie incursioni?
Una splendida donna bionda. Ebbene si, forse ero cornuta!
Mio marito Aldo odia il caffè, ma se lo stava bevendo, intriso di uno sciocco sorrisetto ,al bar dell’ospedale in compagnia di quella lì.
Quando si deve pensare a cosa pensare vuol dire che è il momento di confidarsi con qualcuno. Scelsi mia mamma: lei, moglie da più di trentacinque anni, mi avrebbe dato il giusto consiglio.
“ Devi sopportarlo. Il matrimonio è sacrificio e pazienza, gli uomini si sa come sono, non sanno resistere a certe cose. Si fa una promessa davanti a Dio e la si deve mantenere”.
Davvero?
Davvero dovevo continuare ad ascoltare queste frasi fatte, fare finta che questa era la vita che avevo scelto?
Nemmeno per sogno!
Mi ero sposata vestita di un sorriso smagliante, l'uomo che mi aspettava nel suo elegantissimo abito scuro con le mani tremolanti, era la persona che avevo scelto per la vita. Era proprio a lui che, vedendolo in ginocchio con un anello in mano mentre mi chiedeva di sposarlo, non avevo saputo dire di no. Sì, mamma aveva ragione, ho deciso di sposarlo, ho promesso di amarlo nel bene e nel male, ma ora mi chiedo: il male era la donna bionda con cui era seduto al bar?
Non sono un covo di intelligenza, ma nemmeno scema da credere che Dio in anticipo tra i mali del matrimonio avesse messo anche l’amante di mio marito!
La sera, dopo cena, mi preparai un bel caffè e con un sorriso smagliante lo proposi a mio marito:
“ Aldo, lo vuoi un po’ anche tu?”
“ Tesoro, ma che dici? Odio il caffè e lo sai bene.”
Già ,lo odia, però con la bionda se lo beve, bastardo!


La mattina seguente mi alzai, con una strana adrenalina in circolo. Ero arrabbiata e non avevo intenzione di piangermi addosso: calze autoreggenti, minigonna, scarpe alte, maglietta aderente.
Un goccino di profumo, un po’ di lucidalabbra.
Mi guardai: ero figa più che mai! Era tempo di vendetta.
Bussai alla porta del mio vicino di casa che con un sorrisetto soddisfatto mi disse: “ Accomodati il caffè è pronto!”


Non avrei mai pensato che il mio vicino facesse un caffè cosi buono, sono mesi che ormai ne prendo almeno uno al giorno in sua compagnia!




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Opera scritta il 17/09/2014 - 21:07
Da Cristina Mecucci
Letta n.1184 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Una bella stesura, originale, scritta con garbo ed equilibrio.
Ciao
Aurelio

Aurelio Zucchi 19/09/2014 - 17:03

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I vostri commenti sono un lieto benvenuto in questo sito. Grazie a tutti

Cristina Mecucci 19/09/2014 - 13:12

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Non sono favorevole alle vendette, ma alle soluzioni diverse...
Il tuo racconto mi è piaciuto, l'ho letto tutto d'un fiato.

Paola Collura 19/09/2014 - 10:15

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E' risaputo che il caffè è più buono, in compagnia, perché sprigiona tutte le sue qualità organo-lettiche e olfattive e stimola la creatività dell'eros intelletivo, procurando l'astrazione totale dalla realtà e lasciando, alla fine, un retro-gusto di buono, che dura anche per diverse ore del giorno e della notte.
Certo, c'è chi preferisce la qualità oro, dal colore biondo, per intenderci, e chi lo preferisce scuro, come il buio delle cose nascoste, ma il risultato è lo stesso... purché la qualità sia buona!
Scritto molto bene... per il resto non posso dire!

Salvatore Linguanti 19/09/2014 - 08:29

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SCUSA il refuso ,ho perso la o

genoveffa 2 frau 18/09/2014 - 23:12

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BEN gli sta, ci vuole coraggio ma è stata una vendetta coi fiocchi,chi è causa del suo male pianga se stesso.Cmplimenti,lettura scorrevole e coinvolgente l'ho letto tuutto d'un fiato,il mio elogio CRISTINA

genoveffa 2 frau 18/09/2014 - 23:11

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