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Don Lollò

Non si capisce qual ch’è il motivo
di quella grinta del porco cattivo;
non si capisce, ancor,perché al mattino
dimenasi don Lollò al balconcino.
Si sa, però,ch’è insofferente nato
e il mal ch’addosso porta è una nota
ch’à disegnato sulla suina faccia
e la stortura ch’à in gambe e braccia.


L’accosto al pirandelliano personaggio
non è al mostro nostro un omaggio
ma è sol per illustrare la tracotanza
di questo don Lollò dell’ignoranza.
IL teschio in toto di cervello privo
lascia abbondante spazio a corrosivo;
La colpa è certo del paterno gene
tramatore di male,sdegnator di bene.


Quello, il vero don Lollò,l’intollerante
aveva di che dare al confidente
chè beni possedea in terre e case
e perdere potea danaro,tempo e cose
per rimanere agiato,in ogni caso.
Quest’altro,storpio,brutto e d’altro stampo
cui sola proprietà è l’essere intrigante
resta misero,impertinente questuante.



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Poesia scritta il 04/10/2011 - 19:57
Da nello maruca
Letta n.1459 volte.
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