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LVI

l’aspro rullo di ruote su stradina
pietrosa tutti richiama abitanti
e tosto, entrambi lor, sono davanti
porticina che da sulla cucina.


L’esile signora mamma avvicina
e dalle affusolate mani i guanti
sfila e tra lo sgomento dei presenti
l’abbraccia e grida: Ecco la mia piccina.


Mamma rimane in forte turbamento,
s’aggrappa alla signora e piange e ride
con l’ansietà che cresce ogni momento


pur’essa grida: sei tu! zia Sisina
che mai quest’occhio mio più non rivide
da quanto ti partisti in Argentina.



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Poesia scritta il 08/08/2012 - 18:45
Da nello maruca
Letta n.802 volte.
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