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I LARICI

Le cime d’argento
dei larici al vento
consumano storie
di ninfe e d’eroi,
d’incontri e destini
dei miei contadini
su terre bruciate
dal sole, amate
da rovi e sterpaglie
e sterili foglie
di noci e di vigne,
di ulivi e di prugne,
di pero, di melo...
d’inverno... di gelo.
Io sto ancora bene
a lenire le pene
all'ombra dei larici
seppur le radici
il fragore dei lampi
la quiete dei campi
gli sposi gagliardi
i padroni beffardi
rifanno congiura
a rubar la frescura...


...io sto ancora bene
a lenire le pene...



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Poesia scritta il 05/07/2020 - 21:32
Da Ernesto D’Onise
Letta n.216 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Grazie Francesco.

Ernesto D’Onise 09/07/2020 - 16:14

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Atmosfera densa, senza tempo, molto evocativa. Poesia davvero notevole

Francesco Gentile 09/07/2020 - 12:57

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Approfitto per salutare e ringraziare anche Mario, Afrodite T., Santa e Barbara per avermi fatto visita e onorato dei loro splendidi commenti.

Ernesto D’Onise 07/07/2020 - 20:22

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Approfitto per salutare e ringraziare anche Mario, Afrodite T., Santa e Barbara per avermi fatto visita e onorato dei loro splendidi commenti.

Ernesto D’Onise 07/07/2020 - 17:49

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Che bel regalo mi hai fatto anche tu Graziella nel commentarmi usando espressioni poetiche a completamento e creando una nuova atmosfera.
Se siamo poeti dovremmo gioire dell’occasione offertaci di confrontarci usando il linguaggio della poesia. Grazie, grazie assai per la cortesia usatami.

Ernesto D’Onise 07/07/2020 - 17:44

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Che io ricordi questa è una delle più belle poesie che ho letto delle tue.

Quel vuoto che preme al petto a
riempire di pace
i freschi larici fanno scomparire e le
notti insonni cercano gli ondeggianti
roseti tra i più belli.
Si sta ancora bene
all'ombra dei larici
ondeggiando sulle rose
di sera.


Graziella Silvestri 07/07/2020 - 17:09

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Che bel regalo mi hai fatto Mirko con queste parole di De Martin!
Dentro vi è una realtà che solo se vissuta si può comprendere. Grazie.

Ernesto D’Onise 07/07/2020 - 14:18

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“Nessuno al mondo riesce ad ascoltarti come sa fare un larice. Quando la mente ingrigisce e senti il bisogno di fermarti, ti sospinge con la sua chioma. Con lenti respiri. La tua anima esausta si corica ai suoi piedi, e quando il vento soffia i rametti lassù danzano creando una pioggia di stelle luccicanti che ti cadono dentro.
Quando te ne vai ti volgi verso di lui per un ultimo breve saluto colmo di gratitudine, perché hai netta la percezione di essere migliore di prima” (Danilo De Martin)

Mirko D. Mastro(Poeta) 07/07/2020 - 11:31

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I versi ripetuti" io sto ancora bene a lenire le pene..." rafforzano molto il fluire melodioso di questa poesia! Complimenti per l'eleganza!!

barbara tascone 06/07/2020 - 18:31

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Questa splendida poesia(adoro le poesie non troppo lunghe),ha un ritmo danzante quasi una melodia, anch'essa atta....a lenire le pene. Ciao Ernesto.

santa scardino 06/07/2020 - 14:36

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Bella la sequenza delle immagini e delle rime sapientemente intessute.
Complimenti

Afrodite T 06/07/2020 - 11:07

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Vera poesia...complimenti professore...

mario Righi 06/07/2020 - 10:13

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