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Non ho dimenticato le autoreggenti

Non ho dimenticato le autoreggenti
fulminee mi sono venute in mente subito
le ho viste sgusciare dalle scarpe e prepotenti
salire lungo le caviglie
soffermarsi nei cavi poplitèi
allungarsi soavemente stringendo le cosce ed arrestarsi lì
appena sotto gli anfratti rubensiani
lì si ferma anche il mio respiro
oh dèi mutatemi nella pioggia dorata
che ricoprì Danae in modo che possa titillare
quelle dolci e fluenti forme
il tuo sorriso risplende sul tuo corpo indorato
chiudo gli occhi per fermare lo schermo dei sogni
e il fermo immagine mostra le tue gambe
accavallate ammiccanti che
come al rallentatore si aprono
a mostrare una rosa purpurea
stupenda
che monella e dispettosa aspetta ad aprirsi...


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Poesia scritta il 11/07/2020 - 12:12
Da romeo cantoni
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