Avendoti accanto, pių dilatata
si fa la sacca delle mie tossine
e il male e il torbido cosė scorgo
senza avvampare nč alterarmi
per simulare la sorpresa;
e' il peculiare dono che mi fai:
il permesso attonito
di tastare con la lingua l'aguzzo
canino occultato dal riso
prima, e di tatuarne poi l'ossatura
fin dentro il palpito del midollo tuo.
Oh, ritrovarmi madido di morte
all'alba di un altro tuo assedio
č un piacere che guasta
e guasto č il piacere mio
di scarnificarti, svestirti della polpa
e rinverdire la tragedia mia
che ti fa preda.
si fa la sacca delle mie tossine
e il male e il torbido cosė scorgo
senza avvampare nč alterarmi
per simulare la sorpresa;
e' il peculiare dono che mi fai:
il permesso attonito
di tastare con la lingua l'aguzzo
canino occultato dal riso
prima, e di tatuarne poi l'ossatura
fin dentro il palpito del midollo tuo.
Oh, ritrovarmi madido di morte
all'alba di un altro tuo assedio
č un piacere che guasta
e guasto č il piacere mio
di scarnificarti, svestirti della polpa
e rinverdire la tragedia mia
che ti fa preda.
Poesia scritta il 09/04/2021 - 20:50Da Matih Bobek
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