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LA SANTA MESSA

Dopo tanti tentativi mi ci han trascinato,
a sentir la messa mi hanno portato,
timidamente salgo la lunga scalinata,
l'ultima volta una bara vi ho visto issata.


Si entra dalla più scomoda porta laterale,
ai defunti sembra dedicata quella centrale,
panche l'una dietro l'altra rivolte all'altare,
ne scelgo una in attesa di sentir predicare.


Canzoni dal giro armonico elementare,
invitano i fedeli a provare a cantare,
il parroco si improvvisa anche artista,
dando il battere al malcapitato organista.


Poi si accomoda su una marmorea panca,
mentre una familiar suoneria di tradir non manca,
c'è l'invito stizzito a spegnere i telefonini,
non sembrano ben accetti rumori clandestini.


La predica ricorda ciò che era nei pensieri miei,
storie di Gesù mescolate allo stupore dei farisei,
ma pochi fedeli sembrano veramente ascoltare,
la maggior parte poco attenta ai miei occhi appare.


Così un pò alla volta un'ora scivola via,
e con essa volge al termine anche l'eucarestia,
si va in pace per bocca del diacono dall'altare,
ed ora un insegnamento dovrò pur cristallizzare.


Mentre cerco di mettere insieme quanto ascoltato,
dalla severa pargola arriva un monito inaspettato:
'Papà però che figura che mi hai fatto fare,
la prossima volta togli la suoneria al cellulare!'



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Poesia scritta il 05/12/2021 - 15:53
Da Meneghino Stornello
Letta n.833 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Carina la strofa finale

Alberto Berrone 06/12/2021 - 20:54

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