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Nella rete del gioco

La sala maledetta dove tutti guardavano
Premevi un bottone e le tasche si svuotavano,
perché lo facevo non l’ho mai capito
so solo che mi sentivo un vero fallito,
saltavo il pranzo e solo con un caffè amaro
uscivo dalla sala senza più denaro,
piangevo e la famiglia e gli amici mi davano per disperso
vagavo per le strade distrutto per la somma che avevo perso,
attacchi di panico mi facevano crollare fisicamente
mi sentivo un individuo che non valeva niente,
dentro avevo rabbia, vergogna e fuoco
ero diventato una vittima del gioco,
ho pensato anche in preda all’angoscia di farla finita
ero stanco di ripetermi che era l’ultima partita,
ogni volta di non giocare più lo giuravo
ma poi di nuovo ci ricascavo,
nella sala dei falliti gli amici mi cercavano
mi portavano via e mi insultavano,
mi dicevano: alla tua famiglia lo diremo!
Ed io li supplicavo di non farlo come uno scemo,
l’ultimo degli uomini ero diventato
meritavo di essere ripudiato,
anche chi mi amava mi allontanava
ma poi per amore mi perdonava,
mi sentivo privo di emozione
il gioco distrugge le persone,
la mia esperienza deve essere un
esempio per le vittime di domani,
Dalle sale maledette statevene lontani,
un vizio che vi consuma a poco a poco
per favore con cadete mai nella rete del gioco.


Genny Caiazzo



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Poesia scritta il 05/12/2021 - 20:00
Da Gennaro Caiazzo
Letta n.927 volte.
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