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Storia di una badante 2a parte

L 'agitazione crebbe quando Ceaucesku decise di azzerare il debito pubblico con le altre nazioni. Allora si cominciò a soffrire la fame, perché si razionarono i viveri. La Romania possedeva vaste pianure ed era un paese agricolo, ma tutto ciò che si produsse, serviva esclusivamente per l'esportazione. I maiali allevati dalle famiglie, dovevano essere dichiarati e consegnati allo stato.
Cominciò il mercato nero e le sigarette divennero come una seconda valuta.
Vi furono centinaia di arresti e migliaia di infiltrati che collaboravano con la polizia.
La vita era veramente difficile.
Anche la mia famiglia crebbe dei maiali e ne nascose uno, da poter vendere al mercato nero.
Intanto io ero diventata una bella ragazza ed avevo molti corteggiatori. Mio padre , però decise di darmi in moglie ad un italiano , che lavorava al porto e che guadagnava parecchio.
Così anche io fui venduta come una mucca ad un uomo molto più grande di me.
Lasciai volare via tutti i miei sogni e mi dedicai a questo sconosciuto . Passai un periodo di pace e di abbondanza, perché mio marito era facoltoso. La gentilezza iniziale scomparve dopo 4 anni, poiché io non rimanevo incinta Allora divenne irascibile e manesco.
Come avrei voluto ritornare a vivere nella mia casa di ragazza, circondata dal profumo dei fiori e dai sogni dell'adolescenza...
Mentre la Romania agonizzava ed i suoi abitanti diventavano sempre più magri , per mancanza di cibo, le morti infantili si erano moltiplicate e molti fuggivano nella vicina Ungheria.
Nel 1986 il reattore n. 4, situato a Cernobyl, per una serie di errori umani, scoppiò, facendo fuoriuscire una grande quantità di vapori radioattivi, procurando un numero elevato di morti e contaminazioni, i cui effetti continuano ancora al giorno d'oggi. Molti paesi dell'Ucraina, Bielorussia e Russia furono evacuati, ma i livelli di radioattività si sentirono anche in molti paesi , tra cui l'Italia. Ancora oggi, dopo 34 anni, le conseguenze della radioattività non sono state sconfitte e si dice che ci vorranno circa 3000 anni perché ciò avvenga. Molti sono stati i morti, tra cui i 600 liquidatori mandati a morte certa, per poter porre fine alla fuoriuscita dei gas radioattivi. Ma le vittime si contarono anche a centinaia di Km. di distanza e ad essere contaminati furono soprattutto i feti, che subirono mutamenti raccapriccianti e malattie encefaliche.
Il mondo era in fermento, quando io rimasi incinta e vissi la mia gravidanza con terrore.
Finalmente iniziarono le doglie e mio padre mi portò in ospedale per partorire....
Ma io non ho mai visto il mio bambino...
Il mio bambino era stato contaminato dalla nube tossica che aveva investito anche la Romania e che aveva prodotto i suoi effetti terribili.
Ho pianto tanto, mi sono disperata, ho urlato tutto il mio dolore e la mia rabbia.
Mia madre era impassibile e distante... Mio padre mi teneva stretta a sé e, ad un certo punto, mi disse :
_Non devi piangere, il tuo bimbo è stato fortunato a morire.
Il mio dolore urlava nel petto e ciò che udii fu come una lama acuminata, che mi trapasso 'il cuore.
_ Il tuo bimbo aveva due teste.
Qualche volta lo penso ancora il mio Gioele, (questo il nome dato prima che morisse )...
Non lo penso diverso dagli altri bimbi, non lo immagino cresciuto... Lo penso come un Angelo biondo e con gli occhi azzurri... bellissimo...
E sono certa che Gioele sia un Angelo, che mi accompagnerà per tutta la vita.


Fine 2a parte.




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Racconto scritto il 22/01/2020 - 11:23
Da Teresa Peluso
Letta n.122 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Grazie Leo. Ma la terza parte parla della badante, delle sue vicissitudini. Io ho voluto calare il mio racconto nel periodo storico che tutti conosciamo, ma non posso sostituirmi allo storico. Spero ti piaccia ugualmente


Teresa Peluso 22/01/2020 - 18:34

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Seconda parte che non smentisce la realtà pesante introdotta dalla prima.
Nella terza,che penso chiuderà la trilogia, ci sarà, stando alla successione degli eventi in Romania, un epilogo inevitabile rimasto tragicamente nella storia e che ha segnato una svolta nella vita del paese.

Leo Pardiss 22/01/2020 - 18:24

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A te...ti abbraccio!

Grazia Giuliani 22/01/2020 - 17:58

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Grazie, Grazia. So che tu sei sempte presente. Io invece, non lo sono più come prima, perché sto avendo problemi di salute. Grazie per la tua attenzione

Teresa Peluso 22/01/2020 - 17:55

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Teresa, avevo letto anche il n. 1, aggiungo che una signora della Romania che ho conosciuto mi ha fatto un racconto molto simile al primo. Questo ha un risvolto tragico, purtroppo reale,e tu lo hai raccontato bene.

Grazia Giuliani 22/01/2020 - 17:49

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Grazie Mirko, per il tuo incoraggiamento. È vero che ci vorrebbero più lettori attenti che valorizzino le prose, che sono più lunghe e che richiedono più tempo. Avere un lettore come te, compensa la mancanza di letture. Grazie infinite.

Teresa Peluso 22/01/2020 - 17:41

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Ascolta... mia madre faceva la donna delle pulizie quando ci fu il disastro di Seveso. Io ero molto piccolo e abitavamo in un paese limitrofo. Conosco le storie di mio padre...il tuo racconto è "vero" e scritto davvero bene.
Complimenti

Mirko D. Mastro(Poeta) 22/01/2020 - 17:09

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