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La pazza

Agata fissò con attenzione la stramba figura che le si pose davanti. Magrissima da far paura, lo sguardo spento, la pelle pallida, capelli biondi e orribilmente crespi. Le faceva impressione. Realizzò che si trattava indubbiamente di una pazza.
Agata, indietreggiò nervosamente a debita distanza, sentì i piedi che scricchiolavano sul parquet.
«I pazzi sono pericolosi e dovrebbero restare perennemente rinchiusi in un manicomio. Non in un posto come questo.» le disse ridendo istericamente.
La squilibrata si limitò ad un riso sardonico.
«Psicopatica che non sei altro, chi ti ha lasciato entrare?», continuò infuriata. «Chiunque sia stato deve essere un altro pazzo. Cose da pazzi. Che pazzo mondo.»
La mentecatta diventò improvvisamente e dannatamente inquietante tant'è che gli occhi sembravano iniettati di sangue.
«Qual è il tuo problema?» le sbraitò ancora e per di più gesticolando fino a stringere forte i pugni.
L'alienata la derise imitando con fare insolente i gesti di Agata, e, quest’ultima perdendo il controllo si mise a urlare rabbiosamente.
«Puttana schifosa, non ti permetto di prenderti gioco di me. Ti spacco la faccia!»
La matta decise di reagire, e corse per avventarsi verso la ragazza per colpirla con un cazzotto. Agata fece lo stesso alzando il pugno per aria e se lo scagliarono a vicenda. Lo specchio di fronte al lavandino si spezzò.
Della pazza non rimase altro che un milione di pezzi frantumati.



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Racconto scritto il 23/02/2020 - 08:38
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.81 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Santa, ti ringrazio di cuore per il tuo bel e sincero commento.
La vita è già un "manicomio" e il fatto che esistono o sono esistiti i manicomi... è tutta una follia.
Soddisfatto poi che hai sottolineato la chicca finale, ci tenevo ad un effetto a sorpresa che in base al tuo intervento so di esserci riuscito.
Ad ogni modo, ho cercato di scrivere un componimento breve dal taglio veloce e quindi senza particolare elaborazione, per di più immettendo qualcosa di tipo surreale. Alla prossima!

Giuseppe Scilipoti 23/02/2020 - 22:16

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Dopo tanto tempo che ti leggo dovrei essere abituata ai tuoi coolpi di scena, e invece no, ci casco sempre e questo è già un punto a tuo merito.la scorrevolezza e la sceneggiatura rendono la lettura molto attraente. Penso che ognuno di noi a volte ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo perché ciò che vediamo non ci piace o viceversa. Reputo il tuo pregevole per le motivazioni che ho appena esposte. Ciao

santa scardino 23/02/2020 - 21:16

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