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L'Ordinazione

Il gigante e la bambina, muniti di mascherina e guanti di plastica, entrarono nel ristorante.
Da tanto non lo facevano. La quarantena aveva colpito duro anche loro.
Si portavano dietro quei nomi affibbiati dagli amici. In verità di una non verità … si chiamavano Ercolino Pallonegonfiato e Ghirlanda Rododentro.
Nella sala c’erano una decina di tavoli, tutti predisposti a norma delle nuove regole: distanziati e con separé in plexiglass.
In ogni punto utile erano stati piazzati gli appositi disinfettanti.
Un cameriere li raggiunse, anche lui munito degli accessori necessari alla corretta vestizione.
- Accomodatevi - disse. - Scegliete pure tra quelli liberi.
Quelli liberi erano tre. La coppia optò per il più appartato, e forse per questo non visto.
L’uomo li seguì.
Nell’attimo che le chiappe dei due si piazzarono sulle sedie, domandò:
- Cosa posso servirvi?
- Ci lasci un po’ di tempo per leggere il menù, sempre che lo abbiate - replicò il gigante.
- Certo che lo abbiamo. Ve lo porto subito.
Tornò neppure in un minuto secondo e in altrettanto tempo scomparve.
Ghirlanda acchiappò il menù scorrendolo con l’indice. Poi sorridendo maliziosa lo passò all’amico:
- Ci sono dei piatti che ti piaceranno particolarmente.
- Mia cara, i piatti che piacciono a me sono quelli che fanno bene a te. Non potrebbe essere altrimenti. Sai che sono tuo fedele servitore.
Lei si mise a scrutargli il volto.
Lui confermò:
- Hai ragione, alcuni sono proprio di mio gradimento. Perlomeno stimolanti!
Il cameriere riapparve. Aveva bocca e naso tappati, ma occhi liberi ed allenati.
Si piazzò in posizione con block-notes e penna per trascrivere.
Il gigante ordinò:
- Ci porti due piatti all'enjambement, con qualche parola tronca di contorno e anche un plateau di tartine con duine, terzine, quartine. Il tutto vogliamo annaffiarlo con una bottiglia di allitterazione d’annata.
- Bene, signori.
Il cameriere uscì di scena.
Ercolino si volse alla sua Ghirlanda che a volte osava chiamare con il diminutivo di Landina:
- Che ne dici di questo posto?
- Non è male.
- Ti vedo un po’ moscia. Che hai? Qualcosa ti preoccupa?
- Sento di non avere l’ispirazione di un tempo. Forse mi sono espansa troppo. A volte mi confondo. Non ricordo più a quale delle mie molteplici identità affibbiare e differenziare l’inquadratura del testo … se metterla a fianco o in centro. E nemmeno quando utilizzare la maiuscola … se ad ogni rigo o adoperata in qualche parola sparsa. Devo fare scena se voglio confondere gli altri.
- Sarà un momento di stanchezza. Diamine non si può mica scrivere sempre come fai tu … giorno e notte. Notte e giorno!
- Ho bisogno di spiaccicarmi ovunque. Tu lo sai bene. Per me solo così è vita, respiro!
Il cameriere giunse e servì.
I due iniziarono a mangiare. Ci fu silenzio fra loro. L’uomo ne approfittò per riempire i calici con l’allitterazione d’annata.
Ghirlanda era la più predisposta a bere. E ne bevve tanta di quell’allitterazione … che il colorito le si accese, e la mente anche.
- Ho trovato!
Ercolino sussultò.
- Che hai trovato?
- Mi stanno venendo … mi stanno veneeendo!
- Cosa?
- Ma delle stupende poesie! Ne ho la mente piena. Oddio non vorrei dimenticarle!
Il Pallonegonfiato si cercò nelle tasche . Ne tirò fuori un pezzo di carta.
- Cavolo … non ho la stilografica!
La Rododentro estasiata frugò nella sua borsetta. Lei l’aveva … la stilogra.fica … e sempre a disposizione di chiunque gliela chiedesse (nel virtuale tutto è possibile)!
Entrambi ammiccarono.
Lui la incoraggiò:
- Dunque scrivi i tuoi bellissimi pensieri che io ti faccio una di quelle critiche speciali, che riservo solo a te. E poi metterò gli altri a K.O. Tanto c’è pieno di beoni in giro!
- Sì. E mentre scrivo la mia arte … ti leggo cosa mi esce. Così tu già puoi pensare a come incensarla.
- Sono tutto orecchi.
- Coccodè le galline fan le uova per me e per te.
- Sublime!
- Una scia silenziosa mi silenzia, io ho gambo lungo e depilato.
- Grande essenzialità, vero estro!
- Strisciamo il profilo d’armonia … questa l’ho presa a una tizia … e così sia.
- Superba rima sbaciucchiata!
- Lunedì viene sempre prima del martedì, e il martedì prima del mercoledì … io invece vengo quando mi pare!
- Questa me la devo studiare bene … perché è profonda come un pitale déco.



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Racconto scritto il 28/05/2020 - 07:42
Da Ida Falconeri
Letta n.353 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Vi ringrazio di aver lasciato un segno del vostro passaggio.

Ida Falconeri 31/05/2020 - 11:23

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Atrebor Atrebor 28/05/2020 - 22:46

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Indubbiamente originale, ben scritto questo brano, e carico di fine umorismo che fa sorridere beatamente. Piaciuto.

Giacomo C. Collins 28/05/2020 - 19:14

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...non so perché ma sghignazzo così senza ragione, o forse no!

Leo Pardiss 28/05/2020 - 15:42

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Complimenti, hai colto nel segno, scrivendo un testo gradevolissimo! Ah! le debolezze di certi autori o un po’ di tutti quanti.

Anna Maria Foglia 28/05/2020 - 15:35

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