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Sire! (La strega Zara)

“Sire, sire!”.
L’assistente insisteva, bussando impudente alla sua camera, ma niente. Il re non si destava e si stava facendo tardi. I rintocchi delle campane rimarcavano fossero già le dieci.
Tutta colpa del cugino norvegese Olaf, che una volta all’anno scendeva dal nord con la sua solita irruenza.
“Sire, sire!”.
Ancora, nessuna risposta dal re.
L'assiste si fece temerario ed entrò.
Si erano appena conclusi tre giorni tra fiumi di birra e partite interminabili a scacchi e mai un momento opportuno per sviscerare le sue preoccupazioni. Adesso non c’era più tempo, il sovrano doveva sapere.
Il re dischiuse gli occhi, lo mise a fuoco, prese un attimo fiato, pronto per esplodere con improperi e insulti, ma l’assistente lo disinnescò: “La strega Zara”.
“La strega Zara? Come hai osato entrare nella mia stanza, piuttosto!”.
“Sire, è una cosa molto importante, oggi è la giornata della farfalla”.
Il 24 ottobre, una volta ogni lustro, per un regio decreto di tanti anni prima, a un recluso nelle segrete veniva concessa la libertà.
Una grazia reale.
“Sire, dovremo liberare la strega Zara!”.
L'assistente si girò di spalle, il re scese dal letto, suonò la campanella e immediatamente entrarono due servitori che precipitosi si diressero dal sovrano per vestirlo.
“Perché mai dovremo liberare la strega? Non c’è nessun altro?...Anastasio?”.
“E’ uscito l’altro ieri”.
“Bernardo?”.
“Si è fatto prete”.
“Californio?”.
“L’avete decapitato, sire…”.
“…Ah, sì…”.
“Almeno Draconzio ci dovrebbe essere!”.
L’assistente citò a memoria il comma 2 dell’Art.4: “Il recluso per avere diritto alla libertà, concessa eccezionalmente dalla somma magnanimità del nostro re, deve essere ospite del castello da almeno trenta giorni. Oggi sarebbero 23…”.
“Sire, non vorrei farvi fretta ma alle 12 verrà aperta la cella”.
“Andiamo nelle segrete e nel tragitto mi leggi tutto”.
Si precipitarono con affanno scendendo quella scala sdrucciolevole scavata nella roccia, ma sembrava non ci fosse nessun comma, o postilla scritta in minuscolo e in latino antico, che potesse evitare di liberare Zara.
Ad un certo punto l’assistente si fermò sui gradini, proprio in fondo , poco prima di raggiungere il corridoio che ospitava le celle, citando le ultime righe rimaste: “Art.7 comma 3, prima della lettura della formula liberatoria da parte del cancelliere, il re può conferire con l’ospite per un ultimo messaggio, un proposito che sia di guida o monito e che sarà vincolante come dimostrazione di gratitudine e rispetto della sovranità ”.
Il re rimase interdetto con un’espressione ebete.
“Credo sia un comma di re Gelimero, quello diventato eremita…” aggiunse l’assistente.
Non c’era altro di utile.
Oramai si trovavano difronte alla cella.
Fu aperta la porta e il cancelliere si apprestava alla lettura, ma il re fece un breve cenno interrompendolo.
Entrò, seguito dall’assistente.
Raggiunsero il fondo di quella cripta e si trovarono davanti alla strega, rimanendo, comunque, a debita distanza per l’olezzo che emanava.
La strega, con indosso stracci lerci e coperta da lunghi capelli neri li guardava con l’unico occhio che aveva, sospettando qualche ripercussione per quella presenza. Il re si schiarì la voce ma il suono che uscì fu un bisbiglio: “Zara, oggi sarai finalmente libera…questo momento si avvera solo per volontà del tuo re e sono sicuro che me ne sarai riconoscente...". Fece una breve pausa, teatrale, per continuare il discorso mellifluo e arrivare all'epilogo..."Come saprai (la strega Zara abbozzò, più sospettosa che preoccupata) perché tu possa essere liberata dovrai esaudire un mio piccolo desiderio, niente di che…dalla fronte dell’assistente, che riusciva a sentire tutto, iniziarono a scendere sudori freddi...vorrei...soltanto...che domani mattina, al mio risveglio, trovassi al mio fianco una regina più giovane…un bel po’ più giovane di me. Direi venti, anzi, meglio con trenta anni di meno”, accompagnò questa richiesta con un sorriso che mutò in ghigno.
L’occhio della strega iniziò a vagare per la cella, fino ad incontrare quelli sperduti dell’assistente, che immediatamente distolse lo sguardo in un punto indefinito del soffitto.
La strega Zara, sorprendentemente, si dimostrò umile e accondiscendente: “Sarà fatto, Sire. Domani mattina la sua regina avrà trenta anni meno di voi”.
Poi seguì tutto quel bla bla del cancelliere, le guardie che la accompagnavano fuori dalle mura, il re che guardava a pranzo con insolenza la regina, l’assistente che da testimone silenzioso aveva un brutto presentimento.
Quella mattina dopo, la prima cosa che il re desiderasse era di scoprire la nuova e giovane regina e si precipitò, con insolita fatica, a dire il vero, nella sua stanza.
Quando entrò, lei stava di spalle, in quell’operazione infinita di pettinarsi i capelli. Lo sentì entrare e si volse immediatamente, restando stupefatta. Il re vide la solita appassita regina con tutto il suo decadimento e pensò subito alla strega Zara e la mancata promessa, premeditando vendetta. Poi, a quella faccia smarrita e pietrificata davanti a lui, rivolse la parola: “Cosa succede mia regina?”
“Sire, deve esservi successo qualcosa questa notte, non vorrei sembrarvi indelicata e irrispettosa, ma…il vostro viso…e i capelli…sembrate invecchiato di trent’anni”.
Si guardò le mani ossute, grinzose e con quelle macchie scure. Si precipitò allo specchio e quel vecchio riflesso curvo realizzò, di essere vittima di una beffa grottesca e che, in fondo, tutto ciò fosse opera di una donna.



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Racconto scritto il 01/07/2020 - 08:11
Da Moreno Maurutto
Letta n.150 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie tante Barbara!

Moreno Maurutto 03/07/2020 - 12:00

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Mi ero persa questo racconto ben scritto e molto divertente! Complimenti Moreno

barbara tascone 03/07/2020 - 11:22

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Grazie tante Maria Luisa!

Moreno Maurutto 02/07/2020 - 16:12

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Un bel racconto, una bella capacità descrittiva, molto carino e inaspettato il finale a sorpresa. Complimenti!

Maria Luisa Bandiera 02/07/2020 - 15:39

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Grazie tante Grazia!

Moreno Maurutto 01/07/2020 - 18:38

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Meravigliosa Zara!!!
Divertente, ironico testo...
Bravissimo Moreno

Grazia Giuliani 01/07/2020 - 18:01

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Grazie tante Anna Maria! Beh, al re stavolta è andata male

Moreno Maurutto 01/07/2020 - 15:33

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Molto divertente e ben scritto e, se vogliamo, è anche un po’ prendere di mira quel cliché uomo vecchio ricco con donna molto più giovane di lui.

Anna Maria Foglia 01/07/2020 - 15:16

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Grazie tante Giacomo, sempre generoso. Un po' sono costruiti per scivolare veloci al finale, qualcuno più, altri meno. Come una lettura in apnea...sono racconti brevi.

Moreno Maurutto 01/07/2020 - 14:53

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Grande racconto, molto piaciuto e ben scritto. Avevo intuito che potesse esserci un tranello finale, ed allora l'ho letto velocemente. Tuttavia, anche con una lettura veloce, sono evidenti le qualità narrative, non comuni. Ciaociao.

Giacomo C. Collins 01/07/2020 - 13:46

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Grazie tante Mirko!

Moreno Maurutto 01/07/2020 - 10:19

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Racconto molto, molto bello. Mi è piaciuta molto questa favola in stile Re Artù sprovveduto. Complimenti

Mirko D. Mastro(Poeta) 01/07/2020 - 09:02

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