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Lo specchio

Da una storia vera , che mi ha fatto tanto soffrire


Lo specchio


Mi guardo attorno e tutto mi sembra diafano e irreale. Sono io in questo letto d'ospedale, oppure sto sognando?
Ogni tanto mi tocco il viso per sincerarmi che sia mio e non quello di qualcuno che sta soffrendo come me.
Mi sento sospesa nell'aria, come se fossi in un'ampolla di vetro e guardassi il mondo attorno a me, che non è quello che conosco.
Il mio cuore batte ancora, anzi, batte troppo forte... eppure mi sento distante un'eternità.
Tocco i miei capelli, belli, biondi, lunghi...ma, ahimè...non tocco che qualche ciuffo sparso sul mio capo . Adesso farò la prova del nove:
prenderò , (anzi mi farò portare ) uno specchio e finalmente vedrò chi sia io veramente. Sono stanca... Ogni movimento richiede uno sforzo sovrumano... Grido , per attirare l'attenzione....ma nessun suono esce dalla mia gola.
I miei genitori dove saranno? Possibile che mi abbiano lasciata sola?
Uno specchio, voglio uno specchio.... E' inutile, non mi sentiranno mai!
Accanto a me c'è un foglio e una matita..
Lo scriverò...avrò quello specchio!
Con lentezza scrivo la parola "specchio" e aspetto che qualcuno la legga.. Sento un gran fermento attorno a me ed un brusio insolito,ma non riesco a distinguere chi mi è vicino,chi piange sommessamente... Ho avuto una vita spericolata, ma sono sempre stata circondata da tanto amore. Ho sbagliato tanto e non ho saputo prendere in tempo quel treno che mi avrebbe portata verso la felicità.
Voglio uno specchio!| devo vedere con i miei occhi se sono io in questo letto, se sono io che sto vivendo un incubo...devo sapere se sono viva o morta....devo sapere se sia tutto frutto dell'immaginazione...
Non percepisco neanche il suono della mia voce...
Uno specchio, per piacere...datemi uno specchio...
Finalmente mi hanno capita ...Qualcuno mi porge uno specchio ed io mi guardo, attraverso i miei occhi, ricoperti da una patina opaca.
Vedo un viso emaciato, con pochi ciuffi di capelli sul capo ;le labbra non hanno ombra alcuna di rossetto e gli occhi sono spenti ed incavati... Aiuto...non sono io, non posso essere io... La stanchezza mi vince e non riesco a scendere dal letto, non riesco a fuggire...
Il foglio... lo prendo con grande fatica, prendo la matita e scrivo
Caro papà. Ti amo. La mia assenza sarà la mia presenza e non so come...ma io sarò sempre con voi. Ricordatemi col sorriso sulle labbra, anche se adesso non posso sorridere,,,ricordatemi bella, col rossetto e coi capelli sempre a posto. Avrei voluto sorridere ancora alla vita, avrei voluto ancora sognare,,,ma sono tanto stanca ... vado verso l'ignoto, mentre vorrei vedere solo luoghi da me conosciuti...mentre vorrei vivere ancora l'amore... Ma sono tanto stanca...
Guarda in cielo... mi troverai tra le nuvole e tra la pioggia, che ti bagnerà il viso.
Ti voglio bene.




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Racconto scritto il 10/09/2020 - 19:09
Da Teresa Peluso
Letta n.177 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Ti ringrazio tantissimo,Giuseppe , per i complimenti che mi hai riservato . La tua disamina mi ha lasciata molto "emozionata"..posso dirlo? Ti ringrazio per il tuo giudizio lusinghiero e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a darmi l'onore di essere tra gli scrittori prescelti per il mese di settembre. Grazie mille ❤️

Teresa Peluso 09/10/2020 - 21:10

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Complimenti Teresa, sei stata eletta assieme ad altri tre autori in qualità di "Autore del Mese di Settembre"
Questo racconto non poteva che essere ritenuto tra i migliori, difatti la mia partecipata disamina è tutto dire.
Ti auguro buona continuazione e buona scrittura.

Giuseppe Scilipoti 09/10/2020 - 16:56

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Poeticissima la chiusa, tanto è vero che commuove grazie ad un sapiente e misurato utilizzo di quell'epistolare che si incasella perfettamente con il componimento.
Complimenti a Cinque Stelline!
PS. Ho pubblicato "Spot Lemondrink", un testo atipico nella quale ho citato te ed altri autori di Oggi Scrivo. Mi farebbe piacere un tuo passaggio.

Giuseppe Scilipoti 15/09/2020 - 23:23

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Il testo denota "riflessioni" non da poco, il drammatico racconto "attraverso lo specchio" (no, Lewis Carroll non c'entra) si arriva ad un tirare le somme, i ricordi, i trascorsi diventano come potenti visioni che si "riflettono" senza una vera scansione temporale lineare. Riscontro un certo indagare nel proprio intimo e indagare di "riflesso" sull'esistenza nel quale dopo ci sarà quel dopo incerto che francamente spero non sia l'oblio.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 15/09/2020 - 23:22

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Questo racconto... mi ha stravolto, molto bello.
Capita che la realtà non sia l'unica dimensione in cui ci manifestiamo e queste righe lo esprimono molto efficacemente visto che si potrebbe parlare addirittura di surrealtà.
Il piano surreale, se vogliamo sgancia un senso di impotenza, lo specchio diviene "oggetto" di angoscia.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 15/09/2020 - 23:21

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Una storia che desta forti emozioni,
tanto più forti poichè tratta dal vero.
Cari saluti

mare blu 12/09/2020 - 21:00

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Bello e commovente e scritto in maniera convincente.

Antonio Girardi 12/09/2020 - 17:46

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Un bel racconto, a tratti molto drammatico, in cui si tocca con mano la sofferenza e con un finale dolce e struggente allo stesso tempo. Brava

Afrodite T 12/09/2020 - 14:16

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Testo, a mio parere, scritto davvero bene. Con le emozioni tangibili, che restano... lasciando al lettore qualcosa. Insieme a un brivido

Mirko D. Mastro(Poeta) 11/09/2020 - 10:51

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Un racconto ben raccontato di un vissuto angosciante, leggendo ci si sente stringere il cuore e si resta coinvolti nella stessa pena. Brava Teresa, complimenti e coraggio!

Maria Luisa Bandiera 11/09/2020 - 07:53

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Si legge tutto d'un fiato e quanta angoscia...raccontata in prima persona! Molto coinvolgente! Brava Teresa!!

barbara tascone 10/09/2020 - 20:53

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Scritto in prima persona trasmette la drammaticità della storia, ne scandisce gli attimi terribili attraverso due oggetti protagonisti: uno specchio e un foglio...
Brava Teresa, un abbraccio.

Grazia Giuliani 10/09/2020 - 20:47

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