Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

Il signore delle ani...
Maschere...
INASPETTATAMENTE...
Se ami, Dio è nel tu...
Prigionia...
Le scorte...
Haiku Am...
Gelosia...
Con lo sguardo del s...
Il viaggio (poesia v...
Non chiedere grazie ...
Sopra le nuvole...
ESSERE UMANI Ess...
Cerca quella pace in...
ESSERE CREDENTE...
Dudù Concorso poesia...
Sarai per sempre la ...
Covid a dicembre...
Il senso della vita:...
FORTIFICA...
Il tempo in cui non ...
Mi imprigiona questa...
Lacrime di...
GIRANDOLANTI FLUSSI...
Orto speziato...
CELESTINO (dalla Ser...
MI SONO SVEGLIATA...
Occhi dolenti...
Geniale !...
Mettimi da parte...
Diatriba...
MONITO...
Sogno...
DAVANTI SAN ROCCO...
NON PER I NOSTRI MER...
In morte della giove...
Il viaggio (Haiku G)...
Mi hai accarezzato p...
Mattina...
Passerà...
6 poesie realizzate ...
HAIKU L...
ALI DI FARFALLA...
Il mio tempo...
Se potessi...
PER DANI...
Coronavirus...
Diego...
Pensami Ancora...
Amicizia...
Buon Viaggio...
La superbia fa dir...
Elucubrazione n. 7...
Bianchi pupazzi...
E......
Amo la vita...
PALESTRA...
occhi...
Volevo dirti...
Profumo di casa...
Giocare con la vita,...
Noi raccoglitrici de...
In viaggio...
Il viaggio (Senryu I...
18:16...
Notti insonni...
Un bel giorno d'esta...
MARCIAPIEDE...
l\'ULTIMO VIAGGIO....
LIBRO QUESTO SCO...
L'amore...
SPERANZE...
L’uomo per natura vu...
Le finestre degli al...
Errore in-convenevol...
A mia madre...
Con tutto l'amore ch...
Ciao Diego...
La ragazza selvatica...
Delicata...
MUSCHIO...
Tutti i santi giorni...
Vita...
QUANDO SI CAPISCE...
La viltà di un uomo...
La precarietà dell'u...
Al suono del vento...
Giuramento d’amore...
Gocce d 'acqua...
Ineffabile destino...
Il viaggio (renga, c...
Invito a cena...
Il presente disse pa...
Sonetto - Profondo e...
E' tempo di innamora...
Si apriva e si chiud...
Innamorato...
IL VIAGGIO...
Non sappiamo quanto ...
Sirene...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it lecasedeipoeti.blogspot.com

Il mese dello Squarci

Maggio è il mese mariano per i credenti ed è il mese della rosa, che dei poeti è il fiore; per noi delle appena inaugurate scuole Elementari Puccini di via Emilio Zola, nel 1973, fu il mese dello Squarci.


Nei primi giorni, dopo le feste laiche della liberazione e del primo maggio, arrivò il giorno che eravamo uno in più in classe.
L’ultimo mese e mezzo di scuola, con l’arrivo del Luna Park, si aggiunse lo Squarci che girava le “scuole del regno” in concomitanza del pellegrinare della sua famiglia di giostrai.


Fu l’ingresso della novità in una classe molto omogenea nella provenienza sociale. Si distingueva per quei capelli lunghi, fuori ordinanza, i denti davanti accavallati e l’aria di chi è più grande, ci si sente, e lo fa sembrare agli altri. I lineamenti erano vagamente somiglianti a quelli degli indiani d’America, come il colorito olivastro della carnagione. Anche il suo grembiule non era come il nostro, era quasi una giacchetta da adulto dalla quale usciva il colletto bianco che, nel suo caso, aveva la parvenza di una camicia, agevolata dal suo tenere il fiocco azzurro costantemente sciolto dando l’impressione di avere la cravatta con un nodo piccolo.
Ricordava, per certi aspetti, i ragazzi di Pietralata di Bruno Cirino, dello sceneggiato “Diario di un maestro” che trasmisero in televisione quell’anno. Finito lo sceneggiato a marzo, come a dimostrazione della sua veridicità, arrivò lui. Il suo parlare strascicato e l’assenza assoluta di timore nella terribile maestra Lina aumentava il fascino del personaggio.
I pantaloni, che per noi erano ancora corti per gran parte delle giornate, con la possibilità del pantalone lungo solo per le occasioni ufficiali, e comunque niente che non fosse classico con la riga, per lui erano jeans o da ginnastica, pur mantenendo la zampa di elefante che era la foggia dell’epoca. Impreziosivano il personaggio la disponibilità di gettoni per le automobili dell’autoscontro, di plastica multicolore, che ci elargiva generosamente.


Il suo fu il segno che le elementari stavano per finire, venne per darne il segnale di chiusura, la sirena dello scadere del tempo, i tre fischi arbitrali. Cominciò il conto alla rovescia per la fine dell’anno scolastico, e il Luna Park fu un’anticipazione delle ormai prossime vacanze estive.
L’anno dopo sarebbe cominciata l’avventura delle scuole medie, l’addio al grembiule nero, al fiocco azzurro e ai pantaloni corti.
Ed anche l’errante Squarci avrebbe continuato la sua avventura, in altri lidi a dispensare i suoi gettoni colorati.




Share |


Racconto scritto il 19/10/2020 - 09:09
Da Glauco Ballantini
Letta n.124 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti

Nessun commento è presente



Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?