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L'arca di Noè

Capitolo I
UN SOGNO RICORRENTE
Sapevo che era un sogno eppure lo vivevo talmente intensamente che sembrava vita vera!
Quel sogno ricorrente continuava da qualche tempo ad impossessarsi di me, delle mie notti e non sapevo, o meglio, non capivo come mai si ripeteva quasi sempre nello stesso modo: cambiavano solamente ora i luoghi, ora i personaggi, ma la linea temporale del sogno era sempre la stessa!
Non c’era un motivo vero e proprio scatenante del sogno eppure sentivo che era qualcosa di anomalo e dentro quel sogno io vivevo come fosse vita vera, reale ….. mi sembrava bella questa cosa ma la trovavo anche inquietante, soprattutto quando gli eventi di quel sogno si facevano più strani che mai e forse anche, a mio avviso, un poco pericolosi nel loro svolgersi su quella linea temporale.


In uno di quei sogni il silenzio si esprimeva come nel battito d’ali d’una farfalla mentre lieve la brezza muoveva a far vibrare le fronde; la natura mai stanca d’emozionare dipingeva di rosa le bianche nubi che io non mi saziavo mai di osservare, ammiravo senza quasi respirare l’incanto di quel tramonto che l’incessante passar delle ore accompagnava insieme ad un suono ed un profumo a frastornare la mente scompigliando i pensieri; calava poi un sacro silenzio mentre il sole scompariva all'orizzonte lasciando strisce di fuoco assomiglianti a frustate nel cielo.


Tenevo in mano un vecchio libro con le pagine ingiallite, sprigionava da quelle antiche pagine il tipico odore di carta invecchiata dal tempo.
Quell'odore dolciastro di carta antica invase di colpo ogni angolo della stanza fino a fondersi completamente con tutto l’ambiente circostante ed era come se io stessa facessi parte della storia del libro.
“Ma sono sveglia o sto dormendo?” mi domandai.
Pensavo, e il pensare non si accordava con quel sogno strano e particolare, guardavo i miei piedi scalzi muoversi tra ciottoli appuntiti che mi ferivano e facevano sanguinare i piedi …. ma dolore non ne sentivo, delicatamente un tiglio inclinava con garbo un ramo offrendomi una sua grande foglia, la presi e le passai sulle ferite ringraziando il ramo e madre natura di quel gentile e delicato gesto.
C’era un grande subbuglio nel bosco, molti animali di ogni dimensione e razza, praticamente tutto il regno animale, si stavano riunendo e ne arrivavano ancora innumerevoli altri da moltissime parti vicine e lontane, non si capiva bene da dove esattamente essi arrivassero ne la ragione di questo riunirsi, inquieti e scalpitanti attendevano che gli eventi che li avevano chiamati lì, in quel luogo, si compissero.


Tornavo a domandarmi che cosa significasse tutto questo ma inesorabilmente non riuscivo a darmi alcuna risposta. Era forse il tempo dei grandi cambiamenti? Mi domandavo ansiosamente senza ottenere però nessuna risposta …. mi martellava nella mente un’unica analogia con questi fatti che richiamavano alla mia memoria ad un evento di tempi antichi letti solamente sui testi di diverse religioni inizialmente tramandati di generazione in generazione e poi con l’arrivo della scrittura, trascritti fino ai giorni nostri:
“Il diluvio Universale” - forse era un ultimo messaggio per l’uomo di redimersi, ma dov'era la nuova Arca e chi era il nuovo Noè? Erano le domande che affollavano la mia mente.
Era come se fosse un sogno profetico o divinatore …. o almeno così poteva sembrare. Ed ecco che una volta sveglia o ritornata alla realtà del mondo circostante mi soffermai a pensare ai tempi attuali e a tutte le tremende vicissitudini che accadevano in ogni angolo del mondo, il comportamento dell’uomo, la sua violenza, la bramosità, il predominio del potere su altri esseri umani, le guerre che distruggevano popoli interi, le guerre mediatiche che distruggevano le economie di altre nazioni, la supremazia delle aziende multinazionali, i disboscamenti selvaggi, l’inquinamento costante dato da macchine, dalle fabbriche, dagli aerei che rilasciano carburante inquinante sopra paesi e città per poter atterrare senza problemi, gli insediamenti costanti dell’uomo che senza predatori naturali si allargano a dismisura fagocitando sempre più aree verdi ingoiandosi i polmoni naturali della terra, i politici che operano una continua guerra tra loro per avere la supremazia gli uni sugli altri invece di gestire in modo equo ed equilibrato la nazione, i trivellamenti continui e sempre più numerosi per estrarre petrolio che lasceranno enormi buchi vuoti nel sottosuolo che sicuramente creeranno prima o poi problemi nel mondo, le bombe atomiche fatte esplodere nel sottosuolo che nondimeno creeranno paurose voragini con le debite conseguenze …. e molto, molto altro ancora creato dall'uomo per fomentare il suo enorme ego invece di rispettare in nostro pianeta “Gaia” la madre terra, ormai costantemente carica d’immensa sofferenza in questo periodo storico, causata dall'uomo!
Ecco che oggi tutti questi eventi, probabilmente, stavano capitolando verso la distruzione totale di tutto il pianeta.
Il compito dell’uomo dovrebbe essere quello di salvaguardare le generazioni future ma sembra che nessuno se ne accorga o comunque che a nessuno interessi o non vuole interessarsene, noi siamo “uno” insieme a tutto ma in questo periodo storico siamo ciò che di peggio possa esistere al mondo.
I buoni e i cattivi non esistono, è un dato di fatto che il genere umano col suo immenso “Ego” è un portatore di male e ognuno di noi ne è responsabile nella sua piccola o grande parte.
Siamo tutti Colpevoli!


Capitolo II
CATENE SENZA AMORE
Siamo tutti colpevoli!...
E se non scopriamo l’essenza del vero amore che motiva l’universo tutto, siamo condannati ad essere sempre dannati, anche l’individuo più innocente è colpevole in quanto inconsapevole della sua parte di natura negativa e l’inconsapevole è colui che non ha coscienza del suo sé interiore.
Purtroppo, siamo immersi in una società corrotta fino al midollo delle ossa, ma non solo, c’è anche chi tenta di voler sembrare quello che non è nascondendosi dietro un buonismo che può essere identificato solo con una falsa buona educazione e sono esattamente coloro che ci confondono ancor di più!
In fondo nessuno si conosce l’un l’altro ma soprattutto non conosce neppure se stesso nella profondità del suo animo anche se pensa di sapersi conoscere;
“ognuno nel suo intimo è diverso da come si crede!”
Che cosa rimarrà nelle nostre mani da lasciare alle generazioni future? … Questa è oggi la domanda più tremenda.
Ritornava a me così un secondo sogno molto reale anch'esso … forse divinatore?


“Forse contro i fiumi, Signore,
contro i fiumi si accende la tua ira
o contro il mare è il tuo furore,
quando tu monti sopra i cavalli,
sopra i carri della tua vittoria?


Fai erompere la terra in torrenti,
i monti ti vedono e tremano,
un uragano di acque si riversa,
l’abisso fa sentire la sua voce.
In alto il sole tralascia di mostrarsi,
e la luna resta nella sua dimora,
fuggono al bagliore delle tue saette,
allo splendore folgorante della tua lancia.”
Abacuc 3,8 – 11
(Tratto da: il combattimento del Signore)


Capitolo III
IL NUOVO SOGNO
Un giorno di 20 anni prima nasceva un bimbo al quale venne posto il nome di Matteo, viveva in una famiglia benestante e perbene amata e considerata da tutti.
Gli anni scorrevano tranquilli e Matteo cresceva bene, era più maturo dei suoi anni, aveva una curiosità irrefrenabile che lo portava a fare domande su molti interessanti argomenti ed anche su molti aspetti della vita, imparava velocemente tantissime nozioni importanti, aiutato soprattutto oggigiorno dalla tecnologia che aveva fatto passi enormi insieme alle ricerche della scienza, quindi con i cellulari, la televisione, i computer e molte altre attrezzature moderne a disposizione (diverse da quelle dei tempi antichi) creata dall'evoluzione della nostra specie.
Col passare degli anni però l’essere umano iniziava a perdere quei sani principi, molto in uso un tempo e sui quali si fondava l’amore per ogni elemento, fuori e dentro l’ambito familiare ma purtroppo le azioni degli uomini degeneravano di giorno in giorno così che per la cupidigia di alcuni verso la “commercializzazione e il consumismo” venivano lasciati passare attraverso i social dei messaggi sempre più violenti che incitavano a rapporti molto cruenti e svirilizzanti!
Ne traevano vantaggi soprattutto coloro che sembrava non avessero più una coscienza civica e che si adattavano a quell'andare egoistico di assoggettare i più deboli ai propri voleri, alle proprie esigenze mentre invece coloro che possedevano ancora la capacità di amare l’altro, il fratello, il più debole venivano osteggiati, denigrati e maltrattati in ogni maniera possibile.
“L’insegnamento sano di base ormai pareva perduto.”
Nei suoi vent'anni Matteo che venne cresciuto con l’insegnamento fatto di sani e vecchi principi di un tempo, si sentiva attirato dalla natura che amava immensamente ed era sempre alla scoperta o riscoperta di ogni cosa che lo circonda avendo in sé quella capacità di chi vuole sapere, scoprire e andare a fondo del perché d’ogni cosa creata.
Trascorreva il suo tempo libero istruendosi con letture importanti oppure camminando tra viottoli ed osservando il più piccolo segno di vita, di cambiamento, persino la diversità delle pietre riuscivano a meravigliarlo! Si entusiasmava di tutto ma notando quei cambiamenti creati dalla cupidigia degli uomini che si vedevano anche in natura, ne soffriva enormemente. Si mise allora alla ricerca di risposte che arrivarono osservando e notando quanto le piante erano in grado di comunicare tra loro, il comportamento degli animali che riuscivano a comunicare attraverso qualche misterioso meccanismo perché scoprì che quello che imparava un animale in un posto veniva recepito ed appreso anche dalla parte opposta del pianeta e si rese conto che il pensiero poteva viaggiare nell'etere ed essere il legame che avrebbe potuto cambiare il mondo. Bisognava fare in modo che molti esseri umani comprendessero questa cosa e ampliassero il loro amore verso l’altro, il fratello, l’amico, il conoscente, gli animali, le piante ed imparasse nuovamente a fidarsi delle proprie capacità di comunicare con chi come lui voleva vivere nell'armonia dell’amore.
Notò ancora come le comunità degli insetti come le api, le formiche ed altri ancora erano in grado di vivere in una comunità al servizio del bene e della sopravvivenza della propria specie senza danneggiare nessuno. Bisognava urgentemente rompere quelle catene senza amore che stavano distruggendo l’uomo, la natura e tutto il pianeta.
Matteo capì che ci voleva qualcuno che doveva essere la pietra miliare dalla quale partire per far dilagare a macchia d’olio il pensiero del vero amore al fine di porre rimedio alla costante degradazione che la globalizzazione ed il consumismo stavano creando perché prima o poi la terra si sarebbe ribellata e come era già successo ad altre civiltà del passato, sarebbe stata inesorabilmente spazzata via dal pianeta.
“bisognava ritornare alle origini”
La decisione fu presa e senza più indugiare, Matteo iniziò una campagna di persuasione parlando a tutti coloro che avevano voglia di ascoltarlo e seguirlo. Un lungo percorso spirituale iniziava così per Matteo, osteggiato da molti e seguito da alcuni, ma non aveva molta importanza quanti fossero e neppure era importante cercare di convincere altri, importante era comunicare senza coercizione ed insistenza perché chi voleva cambiare doveva solo esserne convinto e quindi mettersi in armonia con le leggi che governano l’universo.
Non sarebbe stato necessario fare nulla di strano o straordinario ma semplicemente rimanere in armonia con l’Universo e tutto sarebbe cambiato. Matteo e chi l’aveva seguito si ritrovarono un giorno come dormienti in un luogo di pace e serenità insieme a tutte le specie di flora e fauna della terra; non si resero neppure conto di cosa stava succedendo veramente sul pianeta terra!
La distruzione fu totale, le acque si alzarono, la terra si apriva e le città inabissarono sprofondando nel magma terrestre bruciando, chi non aveva saputo e voluto allinearsi con l’energia cosmica dell’universo rimase coinvolto nello sconvolgimento totale del pianeta mentre la natura si riappropriava di se stessa.
Quando la terra fu completamente purificata, i dormienti vennero fatti sbarcare come già era accaduto nel passato da quella specie di arca di Noè in cui erano avviluppati e si svegliarono pronti ad iniziare a vivere nel nuovo mondo.




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Racconto scritto il 20/10/2020 - 07:54
Da Maria Luisa Bandiera
Letta n.118 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bellissima e dettagliata la descrizione del sogno e giusti i riferimenti connessi che offrono, a loro volta, momenti di riflessione per tutti noi su argomenti che comunque ci toccano da vicino

Afrodite T 21/10/2020 - 13:09

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Un sogno ricorrente: trovo un po’ debole l’incipit (ma non sono né un critico né un professionista), tuttavia con quei righi “In uno di quei sogni il silenzio si esprimeva come nel battito d’ali d’una farfalla mentre lieve la brezza muoveva a far vibrare le fronde” credo tu abbia continuato alla grande.
Catene senza amore: in questi giorni sto guardando coi miei figli una serie TV intitolata The 100… qui me l’hai ricordata. Purtroppo la fine che ci aspetta l’ha “scritta” l’uomo di suo pugno.
Il nuovo sogno: “e si svegliarono pronti ad iniziare a vivere nel nuovo mondo” …peccato solo che l’uomo, temo, ricomincerebbe tutto ripercorrendo i suoi passi nella storia: barbarie, sete di potere e distruzione, e non curanza.
Racconto che fa riflettere: forse la nostra arca siamo solo noi, e sarebbe ora di comprenderlo

Mirko D. Mastro(Poeta) 21/10/2020 - 06:10

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Per quanto riguarda la natura umana posso dirti che io, per esempio, faccio molte letture che spiegano l’evoluzione dell’essere umano e del suo cervello. Le neuroscienze,da neanche un secolo, indagano con studi ed esperimenti come nascono le emozioni, le pulsioni positive e negative e il funzionamento del rapporto cervello mente. Queste letture mi aiutano, anche se molti punti interrogativi rimangono...
Ciao, ti ringrazio perché hai stimolato la mia riflessione e mi scuso per aver occupato troppo del tuo spazio. Ciao e buona giornata.

Anna Maria Foglia 20/10/2020 - 11:21

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Maria Luisa, con il tuo racconto poni una serie di problematiche gravi e attuali. In questa fase dell’evoluzione l’essere umano ha raggiunto vette altissime non solo nelle cose negative, ma anche in quelle positive, vedi il benessere che portano la tecnologia, la cultura, la scienza. In realtà ogni
cosa che si fa positiva o negativa “consuma qualcosa del pianeta con relativi prodotti di scarto. Io sono convinta, e non solo io ovviamente, che i 7,8 miliardi di umani siano troppi per il pianeta e anche se tutti fossero meno inquinanti, ciò non basterebbe ancora. Quale posa essere la soluzione francamente non lo so. Continua...

Anna Maria Foglia 20/10/2020 - 11:12

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