Le prigioni dell'impossibile
(La macchina del tempo Cap. II)
Ci sono momenti in cui un'alba ci coglie all'improvviso tra sensazioni di appartenenza e sensazioni di immensità del creato ... in quel preciso istante ci accorgiamo di aver trovato una nuova dimensione con la fragile paura di perderci in un'alba con un magico risveglio o in un tramonto ritrovando i sogni di ieri per camminare verso il domani.
Ci sono momenti in cui ci si sente persi tra pensieri futuristici e di come cambierà il mondo.
Le domande che si pongono sono tante alle quali, però, impossibile rispondere o meglio trovare una vera e propria risposta che sovente rimangono a vagare a mezz’aria nell’etere fino ad incontrare un sogno pronto ad entrare nella mente del sognatore.
Degli strani sogni sostavano come in agguato sul cuscino
e s’apprestavano ad entrare nella mente del sognatore …
La notte cosparsa di stelle risultava come un quadro d’autore
che la estrapolava dai suoi sogni realizzati nel dormiveglia.
Si mostrava così un altro mondo nascosto dentro un’idea irreale
che con le chiome al vento cavalcava un arcobaleno.
Un’idea che giocava con la mente senza possibilità alcuna
di realizzarsi perché imprigionata nel mondo dell’impossibile.
Ed ecco che ci si rende conto che l’anima è pronta all'incontro con tutti questi nuovi mondi futuristici ed è pronta a scegliere dove vorrà e potrà andare in questo strano divenire di esseri senza mete quali siamo.
L'orologio del tempo non ha ore, solo attimi, da sognare ed i sogni sono volatili pronti a svanire in un attimo, una frazione di un secondo. La vita scorre in quel letto del tempo che come un fiume in piena tutto travolge se non si è pronti ad accoglierla per quello che è esattamente.
Come dicevo nel capitolo 1°, ero lì con le mani che mi tremavano al solo pensiero di cosa avrei trovato di me e del mondo tra dieci anni.
Chissà:
“forse non era cosa giusta e buona sapere di sé nel futuro …” pensai, scelsi allora un tempo in cui io non ci sarei più stata, così, tanto per dare una sbirciatina a come sarebbe stato il mondo nel futuro, la cosa mi piacque molto ed impostai la macchina per 150 anni più avanti, è ovvio che per quel periodo io non ci sarei stata.
Più tranquilla decisi senza esitazioni di premere quel benedetto pulsante verde!
E così feci ... un turbinio di immagini tra luci multicolori e paesaggi che si accavallavano tra loro mi trovai lì in quel futuro che ancora non conoscevo ... ma che mi apprestavo a vedere in ogni sua incognita possibile ...
Ohhh ... che meraviglia fu la mia espressione estasiata davanti a ciò che vedevo.
...continua ... arrivederci al capitolo III ...
Nota: per chi ne avesse voglia può andare a leggere - il capitolo I intitolato “La macchina del tempo” - che potrete trovare alla pag. 7 del mio profilo di cui questo breve racconto ne è la continuazione.
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