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Sogni e miraggi

Certo che pesa il cammino
quando non ha l’alloro in testa di una fine,
se non fa da scudo la ragione,
e non si tempra il corpo
per le tante impazienti sicure avversità.
Certo che può spaventare
non sentirsi abbagliante punta preziosa
di un progetto che, d’improvviso,
ti vede frammento al pari
d’ogni cosa che ti circonda,
e ti scaraventa in un tutto
che non ti appartiene di diritto,
né necessita di te.
Un tutto che va oltre
la tua stordita visione;
un tutto che ha bisogno,
per esser visto ancora
nella sua forma rassicurante,
di mille alti pulpiti e di lenti
che cullano gesti e aspettative.


Proseguiamo, come treno
che trasporta passeggeri dispersi,
entrando con fermezza nel buio di una galleria,
perché in noi è forte il bisogno di scoprire
dove porta la luce del proprio giorno.


Proseguiamo, come acqua di fiume
che dona rifugio e vita,
scorrendo, fra mille intoppi,
verso un mare mai visto,
ma che è – diamine! –
pur giusto aspettarsi, prima o poi.


Che non si faccia nessun ballo,
che non si stappi nessuna bottiglia d’annata
alla festa dei piedi sospettosi
incollati alla riva del proprio tempo.




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Poesia scritta il 08/02/2019 - 11:08
Da Mario Saccomanno
Letta n.1273 volte.
Voto:
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Commenti


.... incollati alla riva del proprio tempo!...una bellissima chiusa che afferma tutto il senso e la ragione della nostra vita. Molto bella ...bravo.

santa scardino 09/02/2019 - 15:11

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