RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

La storia di Pietro


Alcuni decenni fa, mentre l'Italia usciva da una rovinosa guerra e si palesavano i prodromi di una ricostruzione, il boom economico, anche la criminalità fioriva e avanzava.
Figlia della miseria, ardente di ambizione,ebbe vari
esponenti.
Tra di essi: chi ebbe una fulgida carriera; chi si diede
a perenne latitanza; chi cadde sotto il piombo delle for-
-ze dell'ordine.
Pietro era n uomo sui trent'anni,piemontese di origine;
corporatura longilinea,moro. Aveva scelto una facile
e una libera professione: il bandito. Aveva formato una
banda di quattro uomini , specializzati nell'assalto alle
banche. Una sequela di assalti,fruttuosi di tanti bottini,
conditi da sparatorie con polizia e carabinieri.
Durante le scorribande, Pietro sparava sulle folle inermi.
Non un granello di pietà sgorgava da un cuore di pietra
come il suo. I proiettili che esplodeva erano accompagna-
-ti dalle sue risa beffarde; si riteneva invulnerabile.
Un giorno, al culmine di una feroce rapina a un Ist... (continua)

fedel Franco 2 Quasimodo 22/06/2020 - 17:09
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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Le note cattive contro le donne


Nelle pieghe insanguinate e oscure della società, la violenza dell'uomo sulla donna è un grido dissonante, un'armonia spezzata.

In un mondo che dovrebbe danzare all'unisono, chi osa orchestrare la sinfonia delle lacrime e della paura, svela la propria misera partitura morale.

L'empatia è la nota mancante in questa traccia musicale umana, e solo quando abbracceremo la melodia del rispetto potremo riscrivere la partitura dell'umanità con chiara armonia e giustizia.... (continua)


Ejay Ivan Lac 19/11/2023 - 21:04
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lo strazio del giovane Frank


Il vuoto, la mia incertezza, la mia fragilità, così brutte, così malvagie, adesso sono la mia ancora di salvezza. Perché un giorno, si un giorno ci sarà qualcuno che mi prenderà per mano e mi dirà, “io sono, si io sono per te”.
Peccato che quel “io sono per te” non so nemmeno io cosa sia, vorrei tanto che fossi tu, non sai quanto, ma il destino ha deciso di no, tu hai deciso di no, tu che che mi guardavi è il mondo si perdeva dentro i tuoi occhi, tu che ridevi e le crudeltà di questo mondo diventavano nulla, tu che parlavi e parlavi ed io lì impalato a cercare di capire come mai una meraviglia così potesse stare lì di fronte a me, si proprio a me, io che sono figlio delle nullità, io che sono il risultato di così poche certezze e tante tante incomprensioni, io che in te vedevo la mia forza, ma tu vedevi solo un grande bambino con la faccia da perdente, innocente, pronto solo a dire si, perché ogni cosa che avresti voluto te l’avrei portata, e se quel sogno sarebbe stato troppo pesante... (continua)

Giovane Frank 16/03/2018 - 22:33
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L\\\\\\\'insostenibile conoscenza dell\\\\\\\'ignoto


È sera.
Sto camminando verso chissà dove, da solo con i miei pensieri. La strada è scarsamente illuminata e povera di passanti.
Un sordo e costante ronzio sembra combattere contro il prepotente egoismo del silenzio notturno.
È tutto così calmo.
Tutto sembra essere collocato al posto giusto.
Tutto tranne me.
All'improvviso una mano dalle dita tozze e robuste mi raggiunge da dietro e mi sottrae il dono della vista. Un istante dopo un braccio mi si stringe intorno al collo con presa decisa.
Percepisco di starmi muovendo. Vengo gettato a terra e lasciato solo. È buio.
Non vedo nulla, nemmeno le mie mani o le mie gambe.
Un tremore mi pervade e ottunde qualsiasi scintilla di lucidità.
Lentamente, poco alla volta, gli occhi si abituano alle tenebre. Vedo un muro: mi trovo in fondo a un vicolo cieco. Cerco di uscire da dove presumo essere entrato ma mi blocco, impietrito, proprio dietro l'angolo che fa capolino sulla strada, alla vista di due sagome nere e possenti.
Penso di correre... (continua)

M A. 11/01/2016 - 13:26
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