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Una gita in montagna

In fila per due, i ragazzi scendevano dai pendii della montagna cantando con gioia per i viottoli di campagna mentre il sole si rifletteva sulle loro bandane. Poco distante, un contadino alla guida del suo trattore seminava il terreno. Tony, il ragazzo più grande della squadra, che capeggiava la fila, accortesi dell’omone grondante di sudore e vistosamente ansimante, urlò: «Portiamogli dell’acqua, mi sa che quello ci sta per rimanere secco!» I compagni non se lo fecero ripetere due volte, frugarono frettolosamente nei loro zaini alla ricerca disperata di una bottiglia d’acqua.
«Trovata!» Tuonò Marco, e di corsa gli improvvisati soccorritori si precipitarono verso l’omone, fradicio di sudore e con le labbra screpolate dall’arsura. Dopo averlo affannosamente raggiunto, stesero una coperta per terra. Tutti posarono qualcosa, fieri di sentirsi utili. L’avventura era cominciata. Orgogliosamente potevano vantarsi di aver salvato una vita umana. In quel preciso momento in ognuno degli astanti pulsava il cuore di un eroe. Con garbo si avvicinarono al trattore, assicurarono il contadino con tutte le migliori intenzioni e lo invitarono a scendere per condividere il cibo che avevano adagiato sulla coperta improvvisata come se fosse un giorno di festa. L’uomo meravigliato e compiaciuto sorrise, con un cenno del capo li ringraziò, asciugandosi il sudore con un fazzoletto. Francesco, il più piccolo della banda, gli porse una borraccia piena d’acqua con gli occhi illuminati dalla giovane età.
«Le sue mani sono grandi e forti, e sono loro che ci regalano le prelibatezze che ogni giorno portiamo nelle nostre tavole» commentò il piccoletto con una disarmante saggezza. Dopo il pasto si sedettero in cerchio con le gambe incrociate ascoltando la voce del vento che faceva eco ai loro sospiri e alla gioia per aver vissuto un’avventura di cui potevano essere fieri.


Morale:
Prendersi cura degli altri, non solo ci procura gioia, ma ci mette nelle condizioni di oltrepassarci lungo il sentiero dell’oltre, e di perderci nelle infinite sfaccettature della vita.




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Racconto scritto il 16/05/2026 - 08:41
Da Angela Randisi
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