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Senza più lacrime

Spesso
guardo il vuoto
che annuncia il non esistere
e mi sento perso
in un gioco
dall’infinito senza uscita.


A volte
penso che le stelle
siano solo un richiamo
e il temporale
grida
fin troppo conosciuti
che lacerano l’anima e il momento.


Spesso
la paura mi veste
mi stritola come un pitone
è diviene
cosi semplice il passaggio
dal respiro al non respiro
e finalmente
le lacrime
finiscono d’irrorare
l’abbandono dagli occhi.



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Poesia scritta il 12/07/2015 - 22:59
Da Calogero Pettineo
Letta n.385 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Una poesia molto introspettiva...il vuoto interiore che diventa angoscia...ma se il pianto è liberatorio, allora è bene piangere!

Maria Carla Pellegrini 13/07/2015 - 11:22

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Hai descritto perfettamente il senso di vuoto e poi l'angoscia che sfocia in un pianto liberatorio.Molto significativa questa tua opera. Ciao

Anna Rossi 13/07/2015 - 10:47

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