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Leggi? No, SCRIVO!

La smania di arrivare,
scrivere, pubblicare, vincere
un concorso di poesia
e, perché no?, diventare
un ricco autore
pagato e stipendiato
s’attanaglia nelle menti degli umani.


Scrivono tutti nessuno più legge.
E’ la legge del mercato,
della vita e del pensiero:
tutti siamo bravi
a fare rima in due parole
ad abbozzare un raccontino
o a pubblicare un pensierino
filosofico .
Ma a seguire gli altri
che lo fanno al posto nostro
siamo bravi?


La legge è anche questa:
se scrivono tutti e nessuno più legge
quale nessuno leggerà
le scritture di tutti?
Quale niente di lettori rimarrà
in questa pazza selva di scrittori?


Ai posteri l'ardua sentenza
se qualcuno rimarrà
a leggere l'inchiostro della carta.



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Poesia scritta il 31/03/2013 - 15:04
Da Roberto Edoardo
Letta n.687 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Io sono uno di quelli che ama leggere, e legge tutto; mi permetto un'ulteriore considerazione, ed è una mia personale opinione - ribadisco: personale - Si leggono cose mediamente bruttine. La quantità va a discapito della qualità. E spesso si pretende di spacciare per poesia anche la lista della spesa...

Andrea Guidi 02/04/2013 - 20:00

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Sicuramente sono pochi, ma se anche ci sono devono farci riflettere. Comunque il senso della poesia come dice anche il titolo verte di più sul contrasto tra lettori e scrittori che sulla fortuna che si può fare scrivendo. Ciao

Roberto Edoardo 02/04/2013 - 15:26

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Il punto non è fare rima con tante o poche parole o non farla affatto abbiamo tutti più o meno qualcosa da dire naturalmente c'è chi lo sa fare meglio di altri e chi pur facendolo bene non viene compreso. Quando si pubblica così come dice Andrea lo si fa per mettersi in gioco: credo siano pochi ormai a credere di poter diventare ricchi e famosi con la poesia.Ribadisco che è vero che si legge poco: non è il mio caso visto che leggo tutto e ancora ho letto ciò che hai scritto.

Claretta Frau 02/04/2013 - 14:59

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P.S. un appunto per Claretta: fare una BELLA rima non è così facile, ma fare rima in due parole non è poi così difficile, anzi...

Roberto Edoardo 02/04/2013 - 12:58

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E meno male che non sempre si scrive con l'intento di diventare famosi Claretta! Spesso si scrive anche per una valenza terapeutica e per mettersi in gioco come dice bene Andrea, il problema è che se ci sono anche poche persone come quelle descritte nel mio componimento, il destino stesso della poesia e della prosa si fa sempre più nero... Forse vale la pena di rifletterci su

Roberto Edoardo 02/04/2013 - 12:50

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In effetti, specie con lo sviluppo geometrico che ha avuto il web, tanti scrivono. Niente di male: spesso lo scrivere ha una valenza, diciamo così, terapeutica per guardarci dentro e trasferire su carta (o programma di scrittura) i nostri pensieri. Ma uno potrebbe tranquillamente scrivere per sé e lasciare quel che scrive nel cassetto. Se si arriva a pubblicare è per mettersi in gioco ed offrirci al giudizio altrui. Se pochi leggono il destino del sito dove pubblicano è segnato: morirà d'inedia.

Andrea Guidi 02/04/2013 - 10:08

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è vero che si legge poco e si scrive in tanti però non credo che sempre si scriva con l'intento di diventare famosi e non è poi così facile fare una bella rima;credo piuttosto che chi legge non sempre sappia leggere fra le righe e chi si erge a giudice a volte non dovrebbe se non altro far passare strafalcioni pieni zeppi di "orrori" ortografici.Come far capire poi la differenza fra prosa e poesia?La differenza la faranno sicuramente i pochi ma attenti lettori. ciao interessante spunto di riflessione.

Claretta Frau 02/04/2013 - 09:34

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