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Troppe-D 2

Una domenica di dicembre mi domandai dove fosse diretto il direttore didattico, docente di diritto a Dresda, e andai dunque direttamente a Dublino, dove dedicai un delicato ditirambo ad un deliziato
Donovan.
Dopo aver dato un dado d'oro ad un discendente di Dracula, detentore di diverse dotazioni di datteri della Dalmazia, divise in dodici derrate,
mi diressi in direzione di Dover domandandomi, disperato, dove avessi dimenticato il mio Dalmata
di nome Daspo.
In definitiva, se dovessi decidere di dirimere una diatriba sui diritti dei disoccupati, dirigerei i miei dardi sui doveri dei datori di lavoro, demotivati da demenziali decreti di legge che deprimono la dignita' e decuplicano le debolezze di un dirigismo demoniaco degno della più deleteria dabbenaggine dittatoriale dovuta, in definitiva, ad una deriva decisamente deflattiva, dipendente senza dubbio, dal più drastico determinismo demiurgico dodecafonico e da un debordante e destrutturante divisionismo documentaristico, dovuto decisamente ad un difettoso degrado, dipendente da una differente didattica divisionistica, dettata dalle diversificazioni delle più discutibili dialettiche dottrinali, direttamente dispensate da degnissimi divulgatori del tipo di Dickens, Darwin Diderot ed, ebbene si, anche dal divertente
barboncino Dudu.
A domani.



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Racconto scritto il 11/08/2017 - 07:30
Da Ferruccio Frontini
Letta n.128 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Sembra facile ma non è...grande!!!

margherita pisano 11/08/2017 - 11:00

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Simpatica fantasia nell'uso costante di una sola lettera....originale....Serena giornata....

Annamaria Palermo 11/08/2017 - 10:57

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