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= Poesia
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TRASPOSIZIONE ANAGRAFICA

Le istruzioni sono:

Immaginate una storia in cui GIULIETTA e ROMEO sono in realtà sulla sessantina quando scocca la scintilla d'amore. Come sarà la loro relazione? Dovranno affrontare non più l'opposizione dei genitori, ma quella dei figli. Come potranno incontrarsi di soppiatto? Con quali parole esprimeranno la loro passione? Quali i progetti?
In alternativa RENZO e LUCIA vent'anni dopo il matrimonio (Lucia è ingrassata...Renzo si e rivelato un donnaiolo...o no?)


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nostalgia

Nostalgia


Era speciale il suo paese per Lei,assolato e sonnolento ai piedi del ''Gigante''
Non solo perché vi era nata, lì c'erano le sue radici,la sua infanzia.
Ogni casa,ogni strada apriva il suo cuore ai ricordi.
Lo aveva anche dipinto, cosi come lo ricordava: la piazza, la scalinata,la chiesa.
La gente semplice e cortese,''i capannelli '' la sera davanti all'unico bar.
E poi la ''grande casa'' cosi come Ella la chiamava.
Il giardino, che suo padre faceva curare amorosamente, l'altalena appesa ad un ramo del mandorlo e le prugne che lei, golosamente,mangiava acerbe.
Quante birichinate! Quanti rimproveri! Quanti ricordi felici!
La prima Comunione, la festa di San Luigi per suo padre, la banda che suonava sulla terrazza davanti la casa e la sera il cinema, organizzato da don Camillo, sempre lì, nella grande casa.
Poi dovettero trasferirsi in città.
Le mancò la ''grande casa'', non perché le mancasse lo spazio, ma li era sempre vissuta, li c'erano i suoi ricordi più belli , le sue birichinate più grandi come lo scheletro illuminato e coperto, per spaventare un'ospite indesiderata, un albero dato alle fiamme per scacciare un nido di vespe, insomma la sua infanzia, le sue radici.
Fortunatamente un legame era rimasto: la nonna!
Che felicità, che emozione all'avvicinarsi delle vacanze!
La nonna? Gli amici ? Il riunirsi di nuovo ai cugini? O il
paese ?
Forse,inconsciamente,da quelle case,tra quelle strade e da quella gente traeva la sua forza.
Il Natale, poi, era speciale!
La casa formicolava di gente indaffarata a preparare i dolci tipici della ricorrenza.
La mandavano via,ma lei era sempre lì,curiosa e ogni tanto riusciva a trafugare qualcosa.
Suo padre la vide.
''Va a confessarti''ordinò
Obbediente andò.
Don Camillo aveva appena finito di dire messa.
La confessò e disse:''Va a magnattene du' pure pe’ me !''
Che felicità! Non era un peccato per lei la mancata astinenza!
La nonna mori e anche quel legame si spezzò.
Il ritorno al paese fu sempre più raro, ma non lo dimenticò.
Ritornò, questa volta col dolore nel cuore perché il paese si era ripreso suo padre e l'odiò.
Il tempo passò e l'odio pure.
La ragione aveva preso il sopravvento!
Si fece forza per sè per suo marito, i suoi figli.
Il dolore si assopì.
Ritornò ad esplodere violentemente per la perdita del compagno, questa volta non odió il suo paese, desiderò tornare per essere coccolata,amata, protetta e... ritornerà.




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Scrittura creativa scritta il 03/04/2017 - 17:26
Da Mapi Alfonsi
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