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Sono una strana lingua,
Che non si può comprendere,
Sono un dipinto astruso,
Scartato da ogni galleria.
Sono un oscuro codice
Per cui non c'è crittografia.
Sono pietra multiforme,
Che stabilità non trova.
Sono un poeta moderno
Sepolto da mille secoli;
Sono impulso vitale
Che lentamente collassa.
Sono amore vano
Che volge alla mania,
Un rigore razionale
Volto alla pura pazzia,
Una serie di fatiche
Senza alcuna utilità.
Così mi vedono in moltissimi,
In questa società evoluta!
Ma mi restan dei compagni
Che in questo mondo vivono
Pieno di incomprensione;
La solitudine almeno
Non è male che mi tocca...



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Opera scritta il 05/02/2015 - 21:53
Da Giulio Cerrato
Letta n.1706 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Grazie Auro Lezzi, ora ho capito la critica e la accolgo con rispetto!

Giulio Cerrato 08/02/2015 - 11:03

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Don Giulio è lapalissiano...Un poeta del 96 che sembra piuttosto un Leopardiano del 1896...Non può esser vero...Rabbia e dolore nel autocommiserarsi è vero non hanno età...
Ma hanno il limite della realtà...Per cui addò vuò arrivà...Con simpatia ovviamente....Vorrei sorridere con te!

Auro Lezzi 08/02/2015 - 08:51

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Chiederei solo ad Auro Lezzi di spiegarmi cosa volesse dire, perché mi è sfuggito...

Giulio Cerrato 08/02/2015 - 01:10

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Chiedersi solo ad Auro Lezzi di spiegarmi cosa volesse dire, perché mi è sfuggito...

Giulio Cerrato 07/02/2015 - 23:08

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Incompreso con le idee chiare,bravo

genoveffa 2 frau 06/02/2015 - 15:16

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Un maligno direbbe:Ma fai proprio schifo...Ma te lo dico con ironia perché sicuramente ce stai un po' a piglià pei fondelli.
E te dico benvenuto,mica mal arrivato.

Auro Lezzi 06/02/2015 - 12:22

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UN INTROSPEZIONE MOLTO DURA. GUARDA ANCHE IL BELLO DI QUELLO CHE PENSI E SEI. CIAO

Romualdo Guida 06/02/2015 - 11:08

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Il dualismo che èportiamo in noi riaffiora sempre quando ci si trova difronte ad un foglio di carta. Allora viene fuori la necessità di essere compresi nel dolore e nella pazzia. Mi piace tantissimo

luciano rosario capaldo 06/02/2015 - 10:09

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