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Addio, sonetto!

Col sacco sulle spalle va il sonetto,
stanco di star da secoli quaggiù.
Or che di lui non c'è più alcun rispetto,
percorrer vuol sentieri di lassù.


Non può più sopportar l'uso scorretto
di sé, ché non è più quello che fu;
è come se gli han lacerato il petto
e rimanere qui non vuole più.


Gli dico: "Dove vai, amico mio?".
Lui mi risponde: "Proprio non lo so!
Ora che la poesia ha un nuovo avvio,


la strada della gloria seguirò;
vado lassù, perché mi chiama Dio!".
"Addio, sonetto! Non ti scorderò!".




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Opera scritta il 26/05/2015 - 09:02
Da Giuseppe Vita
Letta n.1556 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Ciao Giuseppe con te non muore certamente,sei un grande e un maestro in questo genere poetico.Ciao

Anna Rossi 26/05/2015 - 17:48

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La morte del sonetto esige un erede. Non scomparirà mai l'essenza, fin quando al mondo, qualcuno la decanterà.

Arcangelo Galante 26/05/2015 - 13:00

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Bene, un commiato proprio che non può avvenire se sarai tu a mantenerlo così egregiamente in vita.
Bravissimo.

luciano rosario capaldo 26/05/2015 - 11:10

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Un grazie... per tenerlo in Vita...
Sarà l'immortal tuo poetar... Straordinarietà da sempre... Lieta giornata

Rocco Michele LETTINI 26/05/2015 - 09:42

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