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Il viandante

Tra grovigli di case,
viandante sperduto e confuso,
muovi i tuoi passi, tonfo dopo tonfo.
Guardi le stelle, ma più non ti serve:
non versar più salate stille, amico,
quel cielo starà muto e tu mendìco.
Senti il fruscio ed il sibilo di foglie
d'arbori sempre più morti, infelice,
e in quelli cerchi i tuoi simili! Doglie
ti portano le cose che qui vedi.
Ah, compagno di viaggio! Non sei solo,
sento e vedo il dolore tuo come il mio
tra grovigli di case, io,
viandante sperduto e confuso.



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Opera scritta il 16/06/2015 - 01:55
Da Gianluca Geraci
Letta n.1568 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


L'autore ha saputo egregiamente valorizzare la figura del viandante, che muove i suoi passi tra difficoltà ed argute osservazioni sul proprio cammino. Un viaggio che condurrà all'ampliamento dell'esperienza, in compagnia di un intenso percepire dell'anima. Apprezzata nel messaggio!

Arcangelo Galante 16/06/2015 - 18:49

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Ho trovato la tua poesia molto sofferta e delicata...bravo, complimenti!

Chiara B. 16/06/2015 - 14:05

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Siamo tutti viandanti solitari ed i nostri passi, le tappe della nostra vita, spesso riecheggiano nella solitudine della nostra società, salvo poi scoprire che ci accomuna lo stesso dolore, lo stesso desiderio di condividere frammenti di vita.
Molto bella Gianluca!

Millina Spina 16/06/2015 - 13:48

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