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l'uomo delle macchinette

L’uomo del banco delle macchinette
Sono io,
proprio io,
un po’ fatto a modo m io,
un po’ in disparte,
un po’ appartato;
stò lì dalle macchinette del caffè;
nelle poltroncine,
il mio posto preferito,
col mio bastone,
il mio gillet;
guardo la gente passare veloce,
chi lavora,
chi chiede,
chi gironzola,
tutti di corsa,
indaffarati;
troppo presi,
per accorgersi di me;
e vorrei parlare,
e dire cose,
e avrei tanto da dire,
ma la gente ,
và di fretta,
non c’è tempo,
non c’è tempo,
io stò lì,
con la mia storia,
la mia faccia,
tra l’indifferenza della gente.



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Opera scritta il 24/07/2015 - 04:13
Da stefano medel
Letta n.1642 volte.
Voto:
su 27 votanti


Commenti


Una poesia che descrive quasi un ritmo intenso, frenetico. L'uomo della macchinette vede passare attorno a se molte persone, ma il dialogo è quasi inesistente, la gente corre e sembra quasi non accorgersi di te. Un testo ricco di spunti di riflessione.

Arcangelo Galante 28/07/2015 - 18:43

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Struggente. Complimenti per questi versi.

Costanza Tassoni 25/07/2015 - 15:11

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In questo mondo di pazzia non c'è tempo per accorgersi di chi si accorge...invece
Bei versi.

luciano rosario capaldo 24/07/2015 - 19:13

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