Il sole, di soppiatto spunta,
ogni volta che l'alba
di un nuovo giorno, sia giunta;
la notte scende e nelle tenebre sprofonda,
e con esse si fonde,
e nel silenzio, al buio si perde;
mentre la luna ancor prima di far sera
si affaccia all'orizzonte: si appresta
un altro giorno.
Ma non c'č storia,
non ci sarā futuro
in un mondo che non migliora,
che a vista d'occhio peggiora,
che non si presta pių, all'amore;
e chissā quanto gli costa...
come fece chi sulla terra una volta scese,
e si sa quanto gli costō... il doverci amare!
Poi riscende la sera,
si fa pesante l'atmosfera;
ma la notte porta consiglio,
e in un domani migliore si spera:
mentre la cittā dorme,
e la gente č stanca dopo un giorno che lavora;
non pensa al domani.
Il giorno dopo la gente si sveglia,
nell'aria intorno, c'e odore di tiglio:
c'č chi č in attesa di un figlio,
c'č chi ha deciso di tenerlo,
ma c'č chi in un contenitore, ha deciso di buttarlo; povero figlio!
Chi ha pensato, o ha giā praticato un aborto, ma non ha letto bene, il referto,
e gli č andato tutto storto;
chi, assieme al bambino č morto;
c'č chi prima di scappare
col primo aereo all'aeroporto,
ha dimenticato a casa il passaporto,
ed č stato preso con le mani nel sacco,
colto sul fatto:
con il bottino, beccato.
Povero illuso!
Povero mondo. Poveri noi, che ci siamo dentro!
ogni volta che l'alba
di un nuovo giorno, sia giunta;
la notte scende e nelle tenebre sprofonda,
e con esse si fonde,
e nel silenzio, al buio si perde;
mentre la luna ancor prima di far sera
si affaccia all'orizzonte: si appresta
un altro giorno.
Ma non c'č storia,
non ci sarā futuro
in un mondo che non migliora,
che a vista d'occhio peggiora,
che non si presta pių, all'amore;
e chissā quanto gli costa...
come fece chi sulla terra una volta scese,
e si sa quanto gli costō... il doverci amare!
Poi riscende la sera,
si fa pesante l'atmosfera;
ma la notte porta consiglio,
e in un domani migliore si spera:
mentre la cittā dorme,
e la gente č stanca dopo un giorno che lavora;
non pensa al domani.
Il giorno dopo la gente si sveglia,
nell'aria intorno, c'e odore di tiglio:
c'č chi č in attesa di un figlio,
c'č chi ha deciso di tenerlo,
ma c'č chi in un contenitore, ha deciso di buttarlo; povero figlio!
Chi ha pensato, o ha giā praticato un aborto, ma non ha letto bene, il referto,
e gli č andato tutto storto;
chi, assieme al bambino č morto;
c'č chi prima di scappare
col primo aereo all'aeroporto,
ha dimenticato a casa il passaporto,
ed č stato preso con le mani nel sacco,
colto sul fatto:
con il bottino, beccato.
Povero illuso!
Povero mondo. Poveri noi, che ci siamo dentro!
Opera scritta il 19/09/2016 - 13:06Letta n.1311 volte.
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Commenti
povero mondo ed in futuro? ,bella!
andrea sergi
19/09/2016 - 16:49 --------------------------------------
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