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La villetta

Lasciami credere per un momento che io non vivo all'ombra di nessuna. Ero una delle regine indiscusse
di questo posto
quando loro non erano neppure nati.


Fammelo almeno pensare.
Illudimi! Anche se so poi è
un sogno quel che rivivo,
che non risponde alla realtà.


Mi sento soffocata, schiacciata.
La strada, la mia sola amica.


Con lei scambio qualche parola.
Lei mi capisce.


Lo vive insieme a me questo dramma.
Non erano neanche nati, i giganti
anni fa.


Ora crescono come i funghi.
Io sono bella, ho grandi vani, e mura solide.
Sono piacente!
certo mi manca il sole, l'aria,
ora anche l'orizzonte.


La gente ha occhi per guardare
i palazzi, dicono che sono maestosi,
gli infondono sicurezza.


A me al massimo mi visita qualche ladro
per qualche notte poi se ne va
rivalicando i muri di cinta come è venuto.
A tutti importano i palazzi.


Guardano in alto. Gira la testa da là!
ma che ci troveranno lassù?
A me mettono quasi paura.


Lassù hanno i giardini?
Io ho i giardini! Alberi, fiori, frutta.
Loro forse dei vasi, qualche piantina.


Credo che mi arrenderò ai palazzinari
e un giorno o l'altro
al posto mio ne nascerà uno imponente.
e sarà ancora, ancora assai più grande
degli altri come minimo si avvicinerà al sole.



di Francesco Currò




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Opera scritta il 16/11/2016 - 11:15
Da Francesco Curro
Letta n.1472 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti


Bella poesia...complimenti!!!

Sildom Minunni 16/11/2016 - 18:02

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Edificare sulla rotta tracciata. Mi è piaciuta.

Giulio Soro 16/11/2016 - 18:02

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