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La colazione

Sono venuto da te
la notte
e già attendevo il mattino
dopo,
la promessa di quell'alba tardiva
che cola
sopra le tegole di Roma;
ti è sfuggita un'onda,
forse due
- allungate col caffè -
le ho raccolte nelle conche delle mie mani,
per abbeverarmici,
il tuo sorriso poi
mi ha soccorso quando
credevo che
consegnarti un pacchetto
di premure
servisse poco
a domare la tua placidità
così simile alla mia,
o la quiete che rimbomba
negli spazi acuti
lì in fondo ai tuoi occhi,
la pupilla da gatto
che gioca col gomitolo
dei miei lanceolati,
e mentre si alternavano
i silenzi miei con i silenzi tuoi
un boato si faceva spesso
sempre di più,
calava giù dai Castelli
là su i monti
verdeazzurri che salutavano
il tuo balcone,
ma tu non lo sentivi.
Svegliati, diceva,
e se si rivolgesse a me
a te
o a entrambi
non so dirtelo,
ma se dovessimo svegliarci
insieme, io e te,
la notte faticherebbe poi
ad averci di nuovo.



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Opera scritta il 22/09/2018 - 12:17
Da Matih Bobek
Letta n.1359 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti


Molto bella

Teresa Peluso 22/09/2018 - 20:51

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Molto bella

Teresa Peluso 22/09/2018 - 20:51

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bella

Francesco Cau 22/09/2018 - 20:32

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stupenda

laisa azzurra 22/09/2018 - 16:36

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Poesia molto bella.

Antonio Girardi 22/09/2018 - 15:09

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