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IL TUO NOME

Madre,
madre.
Che non me partoristi,
ma sei madre,
mia madre!


La notte prima di dormire,
il pranzo di Natale,
il caffè della mattina,
il bucato la domenica.


Le sere nelle cantine del mio cuore,
tu mi ascolti e conforti.


Sempre,
sempre ci sei,
ovunque con me:
travaiando, tra le pieghe della vita,
nei pianti silenziosi
e in ogni preghiera.


I mille progetti,
alcuni nel vento,
li realizzeremo!


Quercia silente
le cui fronde avvizziscono,
sempre per me sarai madre.


Animo mio
che di me sei coscienza,
mi hai nutrito
d’amore e lasagne.


Tu,
meno addestrata,
che più di tutti sei sapiente.
Fucinata dal dolore,
mia spada, mia parma.
Forte,
forte e inarrestabile,
nella tua vecchiaia scorre la vita
di mille gioventù.


Madre eterna,
scafo della mia nave.
Nei miei passi i tuoi,
la mia ombra, la tua.


E quel nome
che non ebbi il coraggio di dire.
Il nome che meritavi.
La prossima volta,
la prossima volta
saprò chiamarti col tuo nome.




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Opera scritta il 25/10/2019 - 14:41
Da Being Human
Letta n.225 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Questa volta niente giochi e sofismi. Era una persona semplice, merita semplicità.

Being Human 29/10/2019 - 10:39

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Grazie, anche per aver deciso di fare una eccezione.
Effettivamente l'alone di mistero che ruota intorno alle tue opere, caratteristica che io trovo estremamente artistica e interessante, mi aveva (ci aveva) condizionato.
Cambiando punto di vista diventa una dolcissima dedica.
Mi fa pensare che la mia mente a volte gioca a sapere più di quel che sa.
Grazie Being.
Graditissima.
Ciaooo

Mf


Michele Facchini 28/10/2019 - 19:24

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Grazie, anche per aver deciso di fare una eccezione.
Effettivamente l'alone di mistero che ruota intorno alle tue opere, caratteristica che io trovo estremamente artistica e interessante, mi aveva (ci aveva) condizionato.
Cambiando punto di vista diventa una dolcissima dedica.
Mi fa pensare che la mia mente a volte gioca a sapere più di quel che sa.
Grazie Being.
Graditissima.
Ciaooo

Mf


Michele Facchini 28/10/2019 - 19:24

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Come avrete ormai capito non sono solita rispondere ai commenti. Questa volta però ci tengo a spiegare.
La poesia è aperta nel significato e, come sempre, ognuno può attribuirle quello a sé più confacente, perché questo è il vero significato della poetica. Interessanti le vostre interpretazioni, soprattutto visto che io stessa solitamente "gioco" con similitudini, allusioni e metafore.
Questa volta però devo deludervi perché il senso che io le attribuisco è molto più banale. La poesia si riferisce ad una persona che ho molto amato e perduto: mia nonna, che mi ha cresciuta ed è stata una madre a tutti gli effetti per me. È un'ode a lei e a quello che è stata per me. Lei era conscia dell'affetto che provavo. Tuttavia il mio rimpianto più grande è proprio quello di non essere riuscita, quand'era ancora viva, a manifestarle apertamente l'importanza che aveva per me. Il nome è il suo nome, quello che per tutta la poesia ripeto più volte:madre.

Being Human 27/10/2019 - 12:14

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Come al solito i tuoi componimenti
mi affascinano come mi intriga l'idea di Ernesto di capire quale nome dia la giusta connotazione a questa madre.
Io direi: Pazzia.
Ed è probabilmente un'ottima madre per un poeta, perché lascia aperta ogni porta alle emozioni.

Sempre belle le tue.

Mf


Michele Facchini 26/10/2019 - 23:47

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Forse il nome é demone?

Ernesto D'Onise 26/10/2019 - 21:23

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