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Un segno del destino

Guido ormai da ore
Mi si chiudono gli occhi
Alzo la radio ancora un po'
La notte è fatta per dormire
L'autostrada è deserta
E l'autogrill è tra 70 km
Ho tempo per pensare
Per fare mente locale
una vita di domande
senza grandi risposte
Sono le quattro di mattina
Ho molta sete di ricordi
Siamo stati bene io e te
Inizia anche a tuonare
Ma dai, come quella volta
Che ti chiesi di sposarmi


Eravamo il cielo stellato
Un regalo inaspettato
Una giornata uggiosa
Un pugno nello stomaco
Eravamo la luna piena
Un gesto insensato
La pioggia nel deserto
Un segno del destino


Piove ormai da ore
Fermo sotto il cavalcavia
Chiudo gli occhi solo un po'
Aspetto finisca il temporale
L'autostrada a specchio
Sembra non finire mai
Dovrei dormire e invece
Sto pensando ancora a te


Eravamo il cielo stellato
Un regalo inaspettato
Una giornata uggiosa
Un pugno nello stomaco
Eravamo la luna piena
Un gesto insensato
La pioggia nel deserto
Un segno del destino


Ricordo sai, quella volta che
Facemmo l'amore al mare
E tu stringendomi così forte
Mi confidasti il tuo amore


Eravamo il cielo stellato
Un regalo inaspettato
Una giornata uggiosa
Un pugno nello stomaco
Eravamo la luna piena
Un gesto insensato
La pioggia nel deserto
Un segno del destino


Fabio Scandolara




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Opera scritta il 29/08/2020 - 22:01
Da Fabio Scandolara
Letta n.1313 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Triste è il cuore quando non si è più corrisposti ed è solo la pioggia a tenere compagnia.

Maria Luisa Bandiera 30/08/2020 - 09:22

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Lo scrosciare della pioggia sull’auto che viaggia accompagna lo scrosciare dei ricordi di un grande amore del passato, forse l’amore della vita. il tutto posizionato in “ una vita di domande senza grandi risposte”. Poesia che mi ha catturato.

Anna Maria Foglia 30/08/2020 - 08:30

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Grazie Mirko, si in effetti è un testo per una canzone che deve ancora nascere musicalmente. Chissà

Fabio Scandolara 30/08/2020 - 08:08

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E'una canzone questa tua poesia...vedo un uomo in un'auto ferma con la testa fra le mani sul volante, una Mercedes pagoda. Anzi no, una Alfa Romeo Giulietta.
Poi il video si sposta in una balera dove suona una band. Con le chitarre, i bassi e la batteria. E il cantante dall'anima triste.

Mirko D. Mastro(Poeta) 30/08/2020 - 06:57

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