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Cognomi famosi (Mogol, Quasimodo, Gazzè) per diventar importanti!

La strada degli scrittori è una “selva selvaggia” con una famelica lupa (case editrici e critici letterari a pagamento) sempre pronta ad azzannarti!
Volendo evitare la “selva oscura” con lonza, leone e lupa a sbarrarti la strada, me ne sono andato per mare e, seppur attento a non abboccare all'amo da “pesce di cannuccia”, parimenti sono finito nella rete!
A capofitto mi sono buttato, infatti, in “Poeti del nuovo millennio a confronto” di una casa editrice, che si avvale di cognomi famosi - Mogol, Quasimodo, Gazzé - per organizzare festival, raduni, seminari e concorsi di poesie in modo da conferirti il titolo di poeta e farti diventar famoso.
Il sommo artefice di tanto, oltre che editore, è anche lui un poeta molto conosciuto in Africa (Marocco, Egitto) e le sue poesie sono state tradotte finanche in arabo!
Qui in Italia, purtroppo, abituati all'eccellenza della lingua (tanto da leccarci i baffi!) di Dante, Petrarca e Leopardi, abbiamo acquisito un palato così fine, che è impossibile farsi notare tra tanti poeti in circolazione!
Intanto questa casa editrice, con la sua iniziativa di “poeti del nuovo millennio a confronto” sotto l'egida di gente famosa, ha coinvolto una pletora di poeti, raggruppandoli in numero di 6 per libro, dando ad ogni testo il nome di un vento: Grecale, Ponente, Levante, Libeccio, Scirocco, Tramontana e così via... col vento!
Con la fortuna che da sempre mi ritrovo, dopo aver pagato tempo addietro l'anticipo per le mie poesie, sono finiti i venti e l'editore è ricorso al titolo Ghibli (vento del deserto), termine usato e abusato, ricorrente, recidivo, redivivo e, per un medico come me, anche recidivante!
Al colmo della sventura, però, dopo l'esaurimento dei venti, si sono esauriti (anche mentalmente!) pure i poeti ed io sono restato da solo senza un benché minimo alito di vento.


In verità a me basta ed avanza il divino “alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente”, condizione, però, da acquisire in virtù della sua illuminata veste di triplice coscienza:
vigile (pensiero), consapevole (amore) e morale (coscienza) dalla cellula primordiale o spirituale, motore della vita in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Comunque, poesie a parte, io scrivo pure spunti scientifico-filosofici al punto che, in tema culturale grazie alla luce dell'intelletto (a sopravanzare il lume della ragione) e varcando l'ambito spirituale sulle ali della fede, nel mio ultimo libro “La luce della cultura” c'è pure la famigerata arca (la novella arca di Noè) su cui si accede per tabelle cognitive e poesie istruttive.
Proprio in virtù di tanto, con moto solare diurno e stellare notturno (amor che move il sole e l'altre stelle), sono stato insignito dall'alto, “divinae gratiae causa” altro che honoris causa, della docenza in “Educazione morale”, disciplina basilare per comprendere il significato vero della vita e comportarsi come... Dio comanda (l'acconto va restituito!)!
E' inutile dire che barcamenarsi tra Noè, Mosé e Dante è un impegno davvero gravoso, ma da alfiere della divinità (basta leggere la mia trama biografica) ci riuscirò!


Naturalmente sono all'apice della mia ricorrente crisi maniacale per quel mio benedetto disturbo bipolare, attestato da psichiatri di fama, che non hanno, però, la minima cognizione dell'anima.
A questo punto, inutile nascondere che sono pure un accanito giocatore di tutto e di più, da sempre avversato dall'alto per farmi desistere, ma poi con un colpo di gran fortuna ho vinto la lotteria divina per quel miliardesimo (e non miliardario!) numero di serie.
E così, nella impegnativa veste di alfiere della divinità, mi tocca adesso sorreggere la sgangherata barchetta terrena in balia delle onde e quasi alla deriva, al fine di traghettare l'umanità (e il mondo intero) nell'era della luce e della pace (ultrapallio), grazie alla sua trasformazione spirituale (e culturale) dopo la selezione naturale di Darwin e l'evoluzione comportamentale di Paul MacLean.
Per questa altisonante impresa, a Stoccolma, città della cuccagna svedese, dopo l'un per tre (il Nobel della medicina assegnato a Watson, Crick e Wilkins), ci sarà pure il tre per uno: triplice Nobel (pace, poesia e medicina) assegnato a un modesto medico di famiglia!
All'apice della scala elicoidale, infatti, dove è gelosamente custodito il nostro genoma, sono riuscito a decodificare, da esperto di encefalopatie ed aminoacidi, il messaggio dell'Rna (a-more, c-oscienza, g-enoma, u-niversale) dalle basi azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile), passando così di elementi naturali (H, O, C, N, P, S) in alimento spirituale (amore), il vero motore della vita: creativo e generativo.
A proposito a chi mi fa notare che il Nobel della poesia non esiste, io rispondo che lo istituiranno al posto della obsoleta letteratura, voce della mente (materia raffinata), mentre la poesia è la lirica del cuore e dell'anima (mente illuminata).




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Opera scritta il 10/02/2021 - 07:07
Da Francesco Andrea Maiello
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