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Distanze apparenti

A separarci
la vastità del tirreno cobalto
e delle brulle coste smeralde
che di napoleone furono madri.
Ci divisero le pianure
estese ai piedi del gennargentu
che paternamente ombreggia
su un'isola che rifugge la sua patria.
Ma non poterono allontanarci
né le acque impetuose
che investono i traghetti
alle bocche di bonifacio
né l'orgoglio dei sardi
con le loro sabbie color del granito
a nulla valsero i chilometri
che la fisica impose tra di noi
eravamo come i gemelli monozigoti
per la cui empatia
tutti ardono di un'invidia atroce.
Veloci
come le mani di un pianista
irrequiete sull'ebano di una polonaise
così ci affrettavamo
a trasmetterci quotidiane emozioni
puerili pensieri
filosofie mai scritte
soavi canzoni
che i nostri piedi ballavano
a ritmi susseguenti.
Prima un do,
ecco un fa diesis,
ed infine spunta un sol.
Incuranti del vasto tirreno
e delle napoleoniche coste
dipingemmo su un pentagramma
la melodia della nostra distanza.
E a nulla servì
il pianto
della nobile arte del nostro peso.



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Opera scritta il 12/06/2014 - 08:00
Da Rosalba Caraddi
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