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La corsa con il tempo prima delle vacanze

Un pomeriggio di giugno,un biglietto sul comodino che riportava come destinazione le Canarie seguito dall'orario di partenza, le ore 20:00 e da un'adrenalina offuscata dalla fretta delle mille commissioni da terminare prima della partenza:pulire casa,preparare le valigie e consegnare l'ultimo articolo per il giornale del paese;un paesino circoscritto da edifici e fabbriche e con un asfalto da cui fuoriusciva il calore di un sole bollente e così carico dopo un inverno a giocare a nascondino.
Nell'articolo dovevo appunto annunciare l'arrivo del caldo torrido e afoso nei prossimi 4 giorni, ma penso anche nei prossimi due mesi a seguire, e magari invogliare la gente a partire per mete esotiche (ormai sfinita dopo un inverno freddo e fatto di corse tra scuola,lavoro, casa ed impegni quotidiani da portare al termine, con la scadenza alle calcagne e appunto desiderosa delle ferie tanto meritate)e tentarli a preparare le valigie per passare, come ogni anno che si rispetti, "un'estate al mare".
A proposito di valigie,dovevo ancora completare la mia; ero appunto intenta a posizionare vestiti nella valigia in modo quasi matematico,così da lasciare ancora spazio per la crema solare ed un paio di costumi, che mi venne sú quel solito sorrisino, quasi isterico, quello consapevole che alle ore 20:00, dopo aver sprecato le mie ultime energie in una corsa contro il tempo, sarebbe stato così riposato da distendere ogni ruga sul viso e così allegro da mostrare tutti I 36 denti, che anche il mio dentista avrebbe ringraziato se fossi nella puntuale seduta della pulizia semestrale.
Un sorriso carico di speranze,come se un libro di opportunità si aprisse davanti a me e devo solo scegliere o provarle tutte. Un sorriso di leggerezza come quando poso l'orologio nel comodino e prendo una pausa con il tempo per farmi guidare dal solo andamento del sole, che ti sveglia con la sua prepotenza filtrando tra le tapparelle e mi saluta dolcemente colorando il Cielo di colori caldi mentre si fa cullare dal mare, al tramonto.
Un sorriso pronto ad assaporare cibi freschi e calici di vino su quei tipici ristorantini affacciati al mare dove non devo per forza indossare un tacco, ma posso essere un'ospite gradita anche con un semplice infradito. Quel sorriso di quando guardo il mare e intravedo l'infinito ed il vento tra I capelli spazza via i pensieri, da rendermi così leggera e quasi infantile.
Quel sorriso che solo al pensiero di "un' estate al mare" si riscalda di gioia; lo stesso che avrei perso molto velocemente se alle ore 20:00 non mi fossi fatta trovare già seduta sull'aereo verso le Canarie.



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Opera scritta il 10/08/2021 - 14:45
Da Sara Ciuffreda
Letta n.895 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Brava Sara, piaciuta la tua scrittura creativa …

Anna Rossi 13/08/2021 - 04:47

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