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Nel delirio dell'attesa

Tempo,
entità come io ti conosco
e non ti apprezzo,
che fai sentir con gli anni
il tuo gravame,


perché
lasci languir, caparbiamente,
colei che ha largito linfa
dalle bacche or secche e pendule
ma ch’eran grosse e dure
atte a saziar le creature?


Non vedi
che infiacchita supplica,
che a fatica ghermisce un pensiero,
stufo, anch’esso,
di regger compagnia?


Tempo, ti prego,
lascia immota la clessidra,
non invertire il flusso,
se non vuoi che sia peggiore,
nel delirio dell’attesa, il suo dolore.




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Opera scritta il 02/11/2025 - 15:18
Da Francesco Scolaro
Letta n.324 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Tempo, non cambiare le cose. Se la clessidra deve restare ferma, lasciami almeno il coraggio di sfidare il mio destino. Profonda e vera come sempre. Un caro saluto.

MARIA ANGELA CAROSIA 05/11/2025 - 15:02

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caro Francesco il tempo è il nostro più grande nemico e tu lo hai poetizzato egregiamente. Bravissimo un affettuoso saluto

santa scardino 04/11/2025 - 19:14

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Il tempo inesorabile cadenzato dalla clessidra, piaciuta molto!

Maria Luisa Bandiera 03/11/2025 - 17:27

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BELLISSIMA...Ciao buona settimana.

mirella narducci 03/11/2025 - 09:04

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Piaciuta questa poesia sul tempo e la figura della clessidra complimenti

Mary L 02/11/2025 - 17:46

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