Diffida della luce che abbaglia:
concede un tepore fugace,
ma lascia dietro sé ombre che pungono.
concede un tepore fugace,
ma lascia dietro sé ombre che pungono.
Chi ha dimorato nel poco
e vede il troppo sopraggiungere,
sente il mondo incrinarsi:
la mente trema come cristallo sottile,
il cuore si ritrae
al primo alito di gelo.
Ciò che fu amore
si sfalda in silenzi minuti,
diviene polvere lieve
che il tempo disperde
senza un lamento.
Nascono vizi discreti,
radici che avanzano lente
nelle fenditure dell’anima.
Non nell’inseguire
il cuore trova quiete,
ma nell’essere chiamato
da una voce sincera.
E talvolta un sorriso
accende una speranza esile,
così tenue
da svanire in un soffio.
Opera scritta il 13/04/2026 - 15:27Letta n.111 volte.
Voto: | su 3 votanti |
Commenti
Grazie mille anche a voi, Francesco Scolaro e Gaetano Loiano. A rileggervi


MARIA ANGELA CAROSIA
14/04/2026 - 15:16 --------------------------------------
Versi che fanno luce senza abbagliare. Grazie! 

Gaetano Lo Iacono
14/04/2026 - 15:00 --------------------------------------
Versi che fanno luce senza abbagliare. Grazie! 

Gaetano Lo Iacono
14/04/2026 - 12:39 --------------------------------------
Il senso della misura basta per accendere i cuori, l'eccessivo può nuocere. Ottima considerazione, ciao 

Francesco Scolaro
14/04/2026 - 10:01 --------------------------------------
Grazie mille Maria Luisa. A rileggerti


MARIA ANGELA CAROSIA
14/04/2026 - 08:46 --------------------------------------
Piaciuta ed apprezzata molto!


Maria Luisa Bandiera
14/04/2026 - 08:08 --------------------------------------
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