Io, pellegrino nel mondo
ho navigato per mari
il vento ha strappato le vele
che ho dovuto ammainare.
ho navigato per mari
il vento ha strappato le vele
che ho dovuto ammainare.
Nella scansione dei giorni
ho visto avvizzire le albe
e le primavere oziare
nel giardino che fiori non dà.
Altri ricordi si accendono
sono lucciole in un campo di grano
geometrie di voli si intrecciano
nel cielo trapunto di stelle.
Tra delusione e speranza
si apre un tenue varco
e all’insaputa del mio destino
mi rimetto in cammino.
Opera scritta il 02/08/2026 - 19:08Letta n.79 volte.
Voto: | su 3 votanti |
Commenti
Rimettersi in cammino è importante, soprattutto con la delicatezza che ci protegge da nuove ferite.
Ho apprezzato molto questa lirica: intensa, luminosa, capace di aprire davvero un varco tra delusione e speranza. Complimenti sinceri Francesco
Ho apprezzato molto questa lirica: intensa, luminosa, capace di aprire davvero un varco tra delusione e speranza. Complimenti sinceri Francesco

MARIA ANGELA CAROSIA
04/08/2026 - 08:19 --------------------------------------
Complimenti, ogni quartina ha la sua morale, che probabilmente si allinea anche a tutti noi..


Maria Luisa Bandiera
03/08/2026 - 11:10 --------------------------------------
Poesia molto bella: vivide quelle immagini delle vele strappate, il giardino senza fiori, le lucciole in quelle giometrie di voli e la chiusa,ciao 

Milena Bortoluzzi
03/08/2026 - 09:53 --------------------------------------
Il delicato confine tra la delusione per le promesse non mantenute della vita e la speranza che spinge a rimettersi in cammino... Bellissima!
Nunzio Ciccarelli
02/08/2026 - 21:54 --------------------------------------
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