L'amore non ha età
Quando muovevo i miei primi passi, a casa di mia nonna c'era un suo nipote adolescente, quale ospite quasi fisso.
Veniva da un paesino del Cilento, dove la sua famiglia aveva grandi piantagioni di fichi, che seccavano e spedivano in varie parti del mondo. Purtroppo le scuole in quel paese arrivavano fino alle elementari e così per poter proseguire negli studi arrivando fino al liceo si trasferiva da sua zia per tutti i mesi scolastici.
Questa storia inizia più o meno quando lui frequentava la seconda o terza liceo scientifico ed aveva circa diciassette anni. Era un ragazzino bruno, con i capelli un po' ricci, semplice ma intelligente e con grandi speranze per il futuro.
Si dà il caso che, in quel periodo la casa di sua zia era frequenta anche da una mia cugina di qualche anno più piccola di lui. Era una bella ragazza, bruna, due occhioni, sveglia e con un incedere sinuoso ed elegante. Beh, per lui innamorarsene fu semplice e naturale. Erano due adolescenti al primo amore e anche uno sguardo o una carezza era come sfiorare il cielo con un dito, arrivare ad un bacio sulla guancia aprì loro un mondo sconosciuto ma che vibrava come le ali di una libellula.
Ma gli eventi successivi non furono a loro propizi. Intanto le famiglie non mostrarono grande entusiasmo verso una loro probabile unione, tra le due famiglie c'erano dei vecchi rancori mai sanati.
A dare una svolta alla situazione ci pensò, volutamente oppure no non si sa, il padre di lei che per ragione di lavoro si trasferì in Svizzera con tutta la famiglia.
Per il ragazzo fu una delusione pazzesca, ne soffrì tantissimo, tanto che cercando un modo per poterla dimenticare si andò a rifugiare tra il silenzio della campagna all'ombra degli ulivi del suo paese.
Intanto dovette tornare a scuola e diplomarsi. Finita la scuola si arruolò nei carabinieri trasferendosi a Torino. Gli anni passarono e i due ragazzi non ebbero più occasione di incontrarsi. In seguito lui passò dai carabinieri alle ferrovie e da Torino a una città più vicina al suo paese. Andando un giorno in ospedale a fare visita ad uno zio, incontrò colei che poi sarebbe diventata sua moglie e con la quale ebbe tre figli.
Anche la ragazza, ormai donna, incontrò e sposò un bravissimo uomo e dalla loro unione nacquero due figli.
Dopo pochi anni che lui aveva lasciato Torino, lei e famiglia si trasferirono dalla Svizzera a Torino, il marito aveva trovato lavoro presso la Fiat.
Oggi lui è vedovo da quasi vent'anni e lei da circa due.
Ma per un caso del destino e di una conoscenza comune, circa un anno fa lei venne a conoscenza del numero di telefono di colui che non aveva mai dimenticato.
Attualmente lui è un fantastico ultra novantenne e spiegare la sua emozione quando sentì la voce del suo primo amore, trovare le parole giuste è davvero difficile, almeno per me.
Il tremore nella sua voce era la stessa di quando era ragazzino, di quando cercava di rubarle anche un furtivo sguardo.
Essendo, oggi entrambi due ragazzini dentro, ma diversamente giovani nel fisico e sfavoriti dalla separazione di una lunga distanza, si godono il loro antico amore affidandolo con infinita dolcezza all'etere telefonico.
Veniva da un paesino del Cilento, dove la sua famiglia aveva grandi piantagioni di fichi, che seccavano e spedivano in varie parti del mondo. Purtroppo le scuole in quel paese arrivavano fino alle elementari e così per poter proseguire negli studi arrivando fino al liceo si trasferiva da sua zia per tutti i mesi scolastici.
Questa storia inizia più o meno quando lui frequentava la seconda o terza liceo scientifico ed aveva circa diciassette anni. Era un ragazzino bruno, con i capelli un po' ricci, semplice ma intelligente e con grandi speranze per il futuro.
Si dà il caso che, in quel periodo la casa di sua zia era frequenta anche da una mia cugina di qualche anno più piccola di lui. Era una bella ragazza, bruna, due occhioni, sveglia e con un incedere sinuoso ed elegante. Beh, per lui innamorarsene fu semplice e naturale. Erano due adolescenti al primo amore e anche uno sguardo o una carezza era come sfiorare il cielo con un dito, arrivare ad un bacio sulla guancia aprì loro un mondo sconosciuto ma che vibrava come le ali di una libellula.
Ma gli eventi successivi non furono a loro propizi. Intanto le famiglie non mostrarono grande entusiasmo verso una loro probabile unione, tra le due famiglie c'erano dei vecchi rancori mai sanati.
A dare una svolta alla situazione ci pensò, volutamente oppure no non si sa, il padre di lei che per ragione di lavoro si trasferì in Svizzera con tutta la famiglia.
Per il ragazzo fu una delusione pazzesca, ne soffrì tantissimo, tanto che cercando un modo per poterla dimenticare si andò a rifugiare tra il silenzio della campagna all'ombra degli ulivi del suo paese.
Intanto dovette tornare a scuola e diplomarsi. Finita la scuola si arruolò nei carabinieri trasferendosi a Torino. Gli anni passarono e i due ragazzi non ebbero più occasione di incontrarsi. In seguito lui passò dai carabinieri alle ferrovie e da Torino a una città più vicina al suo paese. Andando un giorno in ospedale a fare visita ad uno zio, incontrò colei che poi sarebbe diventata sua moglie e con la quale ebbe tre figli.
Anche la ragazza, ormai donna, incontrò e sposò un bravissimo uomo e dalla loro unione nacquero due figli.
Dopo pochi anni che lui aveva lasciato Torino, lei e famiglia si trasferirono dalla Svizzera a Torino, il marito aveva trovato lavoro presso la Fiat.
Oggi lui è vedovo da quasi vent'anni e lei da circa due.
Ma per un caso del destino e di una conoscenza comune, circa un anno fa lei venne a conoscenza del numero di telefono di colui che non aveva mai dimenticato.
Attualmente lui è un fantastico ultra novantenne e spiegare la sua emozione quando sentì la voce del suo primo amore, trovare le parole giuste è davvero difficile, almeno per me.
Il tremore nella sua voce era la stessa di quando era ragazzino, di quando cercava di rubarle anche un furtivo sguardo.
Essendo, oggi entrambi due ragazzini dentro, ma diversamente giovani nel fisico e sfavoriti dalla separazione di una lunga distanza, si godono il loro antico amore affidandolo con infinita dolcezza all'etere telefonico.
Racconto scritto il 18/09/2026 - 18:57Letta n.4 volte.
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