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= Poesia
= Racconto
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Ben tornato

Ben tornato, finalmente!
Tanti fiori e battimani
vi fu lì tutta la gente
in quel dì e poi domani
e ancora per un mese
le persone del paese
tributarono gli omaggi
inviarono messaggi,
obliando l’accaduto
e il ragazzo deceduto.
Fu quel giorno di follia
che straziato dal sospetto
lo ammazzò per gelosia
esplodendogli nel petto
sette colpi di doppietta
consumando la vendetta.
Non ancora maggiorenne,
adescato dalla moglie
quel ragazzo sedicenne
acquietava le sue voglie;
tributando torto e corna
al dottore suo marito
benvoluto e riverito.
Festeggiarono quel giorno
senza alcuna compassione
l’omicida di ritorno
da tre anni di prigione.
Tutto ormai era passato:
il ragazzo vendicato
con tre anni di galera,
il rapporto riannodato
tra il dottore e la mogliera.
Ci mancava solamente
spumeggiare col barbera.
Quando penso all’accaduto
mi dispongo per lo sputo.


NB. Tutto vero.




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Opera scritta il 18/09/2014 - 20:13
Da Ugo Mastrogiovanni
Letta n.1492 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Ma in che razza di mondo viviamo?? E chissà quante altre storie come questa accadono ogni giorno...amaro e condiviso sfogo! Buona serata,

Chiara B. 19/09/2014 - 17:50

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Quel tutto vera testimonia che la poesia non è soltanto mare, luna e stelle. Può essere anche uno strumento importante di denuncia delle avrie della nostra società. Se poi la si scrive così vale doppio.
Ciao
Aurelio

Aurelio Zucchi 19/09/2014 - 16:55

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Tutto vero, certo.
Perché la Giustizia è latitante. Fa venire i brividi questa storia che hai magistralmente raccontato in versi incisivi e coinvolgenti.
Sono d'accordo anche con i commenti degli altri. E purtroppo ... di storie del genere, ma ognuna una a sé, la nostra anima è satura e non può che rivoltarsi.
Grazie davvero per averla scritta e condivisa.
Complimenti sinceri,
un caro saluto, Marina

Marina Assanti 19/09/2014 - 16:13

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Sì, l'Amore è meraviglioso, ma quanta melma gli spalma sopra, ogni giorno, quello falso...E quanta violenza...Quanta ingiustizia -anche- la cosiddetta Giustizia...Che la montagna di delitti non è più in grado di -a volte non è interessata a- scalare. Nessuna rivoluzione, nel nostro Paese, è ormai più urgente di quella morale...Ma gli sputi, caro Ugo, non servono...anzi, anche di quelli ce n'è già troppi in giro. Occorre SOLO che ognuno -ognuno che una coscienza ascolti- non l'ascolti soltanto, distrattamente, ma la VIVA. INTENSAMENTE.

Vera Lezzi 19/09/2014 - 13:53

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Altre che sputo...Ce vorrebbe la mazza ferrata...Son con te Ughè.

Auro Lezzi 19/09/2014 - 09:46

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Tragicamente vero... mi vengono i brividi Ugo.
Giustizia: la legge è uguale per tutti.
Questa scritta, è una grande buffonata... o meglio... noi Italiani siamo dei gran buffoni e venduti!
Bravo Ugo, ha fatto bene a pubblicarla.

Paola Collura 19/09/2014 - 09:35

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Vita di tutti i giorni che va incontro a vicende come questa, ma che di soluzione non vede la minima ombra. Piaciuta, un saluto!

Giuseppe Vita 19/09/2014 - 08:45

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UNA realtà tragica che mette in luce le storture di una giustizia non giusta , il dramma rimane e la vita continua...bello nella sua drammaticità

genoveffa 2 frau 19/09/2014 - 00:52

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Ho apprezzato la tua ironia... messa diligentemente. Il distico di chiusa poi... un vero attacco al facile rilascio...

Rocco Michele LETTINI 19/09/2014 - 00:11

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La chicca finale, in questa poesia, sta proprio nella nota finale: Tutto Vero.
Caro Ugo, credo che oramai, in Italia, nessuno metterebbe in dubbio le cose più assurde. Siamo arrivati così in basso in tutto, compresa la giustizia, che ci sorprenderebbe soltanto una giusta decisione o una giusta condanna o, per parlare di politica, una giusta legge.
Alla fine, la morale è che ci rimette sempre il più piccolo, mentre il più forte, trova sempre il modo di accordarsi. Ottimo racconto Ugo. Buonanotte!

Salvatore Linguanti 18/09/2014 - 23:44

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